Facebook è una miniera di informazioni. Che a volte vadano prese con un grano (o un chilo) di sale non c’è dubbio, però sono contenta di aver vinto la resistenza a iscrivermi che ho avuto per oltre due anni e di essermi creata un profilo: ogni giorno mi arrivano un sacco di link interessanti, su cibo-vino e non, e alcuni includono qualche vera perla.
Per esempio questo sulle ricette contenute nei libri di Camilleri a cura del Camilleri Fans Club. La pagina riporta il piatto, l’opera e la pagina in cui viene citata la ricetta. Per esempio questa caponatina, menzionata in ben tre volumi, che mi ha subito fatto smorcare un pititto lupigno. ;)
La copio paripari dalla pagina in questione e ringrazio il CFC a nome di tutti i fan della buona cucina (non solo siciliana) e dell’ottimo scrittore siciliano.
Un grazie anche al Facebook-amico Ugo Porzio Giovanola per il link. :)
- Caponata di melenzane
Ingredienti: una tazza di salsa di pomodoro (preparata con 600 gr. di pomodoro maturo, 2 cipolle piccole e basilico), 200 gr. di olive bianche, un mazzetto di sedano, 50 gr. di capperi, 12 melanzane, 3 cucchiai di aceto, 3 cucchiai di zucchero, 100 gr. mandorle tostate.
Tagliate le melanzane a dadi e friggetele dopo averle tenute per piu’ di un’ora in acqua e sale. A parte fate rosolare in un tegame con poco olio le olive snocciolate, i capperi e il sedano, che avrete tagliuzzato e già`bollito in acqua per una decina di minuti per intenerirlo. Aggiungete la salsa di pomodoro e condite con l’aceto e lo zucchero. L’aceto dell’agrodolce potrà essere aggiunto in misura maggiore di quello indicato secondo i gusti. Versate nel tegame anche le melanzane e lasciatele insaporire per qualche minuto nel sugo a fuoco bassissimo, scuotendo di tanto in tanto il tegame per non farle attaccare al fondo. Passate la caponata nel piatto di portata e copritela con le mandorle tritate. Servite perfettamente fredda, anche il giorno dopo.
Appena aperto il frigorifero, la vide.
La caponatina! Sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare. Il pane, nel sacco di plastica, era fresco, accattato nella matinata. Naturali, spontanee, gli acchianarono in bocca le note della marcia trionfale dell’Aida.
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Dopo la godereccia lettura di questo post, come potevo fermarmi dall’immergermi nella cucina sicula del sito del CFC e, di conseguenza, dal dedicargli a mia volta un post nel mio “Terronia” (http://terronia.wordpress.com/)… :-P meraviglie della letteratura, e del palato! grazie grazie grazie!!!
Ho letto il tuo post su “Terronia”… Grazie a te!! :-))