Archivio mensile:giugno 2011

Me gusta: Terranima

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Un incontro davvero sorprendente quello con Terranima, a Bari.
Piero Conte, il gentilissimo titolare, qualche tempo fa mi chiese un appuntamento per parlare un po’ dei nostri interessi comuni: aveva dato un’occhiata al lavoro delle Cime e gli era piaciuta la nostra passione per la Puglia (vabbè, siamo di parte  :-)).. ) . Mi disse che avrei trovato il Terranima a Bari, in via Putignani, mitica e storica via di Bari cara a  noi Cime per tantissimi motivi: in primis Nicoletta ha vissuto a Bari in via Putignani, poi lì c’era e c’è uno dei nostri cafè -wine -taralli – olive – bruschette et affini – bar più amati, il Batafobrle, in via Putignani giusto all’angolo con via Quintino Sella, la via dove IO ho vissuto per anni ed anni a Bari, a casa di mammà!  Nel Batafobrle Cima ollandica et moi abbiamo passato ore ed ore ed ore della nostra gioventù a…ehm.. devo dirlo…cazzeggiare). Io davvero non sono riuscita inizialmente però ad “inquadrare” l’esatta collocazione logistica del Terranima, complice sicuramente la mia demenza senile progressiva.. :-)) Vabbè che vi devo dire, giungendo in loco ho scoeprto che il Batafobrle e il Terranima sono praticamente la stessa cosa, e Piero Conte è il proprietario di entrambi. Immaginate la mia espressione quando, davvero dopo una vita, sono entrata al Batafobrle e ho rivisto la meravigliosa campana di vetro contenente una coloratissima e folkloristica statuetta di San Nicola che Nicoletta ammirava ogni volta estasiata più di 20 anni fa!!! Commovente, mi è quasi sembrato di rivederci lì, sedute, a ridere come 2 ebeti mentre tra un tarallo e l’altro sporcavamo con immondi disegnazzi il guestbook del locale.. Wine bar e ristorante sono assolutamente imprescindibili l’uno dall’altro e collegati tra loro all’interno. L’arredo di entrambi, curatissimo fin nei minimi dettagli, si riassume in una sola parola: Puglia, che è anche la parola chiave dei percorsi enogastronomici proposti al Terranima.
Gli ingredienti dei piatti, sapientemente interpretati ed accostati, sono tutti rigorosamente pugliesi così come i vini. Infine, last but not least, è stato per me un piacere aver conosciuto al Terranima  Georgia Colombo la cui passione per il suo lavoro, unita alla sua gentilezza e competenza, spaziano dall’accoglienza ai clienti al suo sguardo attento alla cucina, alla scelta delle materie prime, alla rielaborazione delle stesse nei piatti sorprendentemente originali ma allo stesso tempo semplici e genuini.
Per voi il video del Terranima, dalle Cime che tutto filmano e a cui nulla sfugge! :-))

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Sapore di Mare: Nicola Cinquepalmi prepara i gamberi in salsa d’ arancia

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Lo chef Nicola Cinquepalmi dell’ Osteria Varvamingo  a Torre a Mare  (Ba) ci propone dei gamberi freschissimi , chiamati  “violette di Gallipoli” (Le), in una deliziosa rivisitazione di un piatto vintage: il famigerato cocktail di gamberi. A noi Cime, ormai si sa, piace il vintage, ma le rivisitazioni, quando sono così ben rivisitanti :-)), ci piacciono ancora di più! Molto estivo,  profumato, fresco, e molto, molto buono.
Parola di Cime.
Per voi, il video della preparazione.
Buona visione!

Terra e mare my way: gamberoni e n’duja/Surf&Turf my way: prawns and n’duja

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Ieri sera avevo voglia di qualcosa di un po’ diverso da quello che mi cucino di solito. Non che faccia sempre le stesse cose, quello no, però avevo voglia di essere più sperimentale di quanto già non sia. :)
E sempre all’insegna dell’improvvisazione, perché a me piace improvvisare con quello che ho in frigo e provare combinazioni anche abbastanza atipiche come questa: gamberoni e n’duja, la buonissima pasta di salame e peperoncini piccanti calabrese.

Avevo dei gamberoni Black Tiger già sgusciati e puliti nonché un mazzo di cipollotti e due zucchinone biologiche in frigo e il risultato del mix è questo: un bel terra e mare piccante che mi sono goduta con due bicchieri di Villa Antinori Bianco ben freddo.
Mescolando ingredienti che non rappresentano la classica combinazione perfetta ne è venuto fuori un piatto davvero accattivante che mi ha positivamente sorpresa. La ricetta?
Eccola qua.

Terra e mare My Way

Per 2 persone

300 gr. di gamberoni Black Tiger sgusciati e privati del filo intestinale
1 cipolla rossa di media grandezza
2 spicchi d’aglio
2 cucchiai da tavola di n’duja
6-7 cipollotti primavera
2 zucchine grosse o 4 piccole
olio evo
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
1/2 bicchiere di vino bianco secco

Sbucciare la cipolla e tagliarla a rondelle non troppo spesse. Friggerla in un po’ d’olio d’oliva insieme all’aglio sbucciato e tagliato a fettine. Una volta ben cotta, caramellare leggermente aggiungendo lo zucchero e facendola asciugare un po’ se ancora molto umida.

Spuntare le zucchine e tagliarle a metà per il lungo, quindi farle a fette.
Aggiungerle alla cipolla e farle cuocere coperte finché sono ancora un po’ al dente.
Aggiungere i cipollotti tagliati a pezzi lunghi circa 3-4 cm insieme alla n’duja e far cuocere il tutto per un altro minuti mescolando regolarmente.

Aggiungere poi i gamberoni, regolare di sale e farli cuocere al massimo 3 minuti in tutto, mescolando di tanto in tanto. A circa un minuto da fine cottura sfumare con il vino bianco e farlo evaporare mescolando bene.

Servire con riso basmati al vapore.

ENGLISH

Yesterday evening I felt like making something different from the usual stuff I cook. Not that I always cook the same things but I felt more experimental than usual.
I love to improvise with what I have in the fridge and to try unusual combinations like this one: prawns and n’duja, the wonderfully tasty hot salami paste with red chili peppers from Calabria.

In the fridge I had some Black Tiger prawns already de-shelled and de-veined plus a bunch of spring onions and two big organic courgettes. This is the end result of my little experiment: a nice and hot surf & turf dish that I’ve enjoyed with two glasses of cold Villa Antinori Bianco.
Mixing together ingredients that are not exactly an obvious combination I managed to create a captivating dish that really surprised me. The recipe?
Here it is.

Surf & Turf My Way

Serves 2

300 gr. clean Black Tiger prawns
1 middle-sized red onion
2 cloves of garlic
2 tablespoons of n’duja (hot salami-chili paste from Calabria)
6-7 Spring onions
2 big courgettes or 4 small ones
e.v. olive oil
1 teaspoon of brown cane sugar
1/2 glass dry white wine

Peel the onion and cut it in rings (not too thick). Fry them in olive oil together with the peeled ad sliced garlic. Once the onion is well cooked (soft and glazy), caramelize it lightly by adding the sugar and let it cook a bit further if it’s still too wet.

Remove and discard the ends of the zucchini. Cut the zucchini lengthwise in halves and then slice them not too thinly.
Add the courgette slices to the caramelized onion and let them cook with the lid on the pan until reasonably tender (they have to be still a bit al dente).
Add the Spring onions cut in chunks of about 3-4 cm and the n’duja. Let everything simmer for another minute stirring regularly.

Add the prawns, season with salt and cook further for a maximum of 3 more minutes, stirring from time to time. About one minute before ending the cooking process add the white wine, stir and let it evaporate.

Serve with steamed basmati rice.

La Cucina Vintage: linguine allo scoglio al cartoccio

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Eccole di nuovo qua, le Cime di Rapa! Alle prese con molluschi, valve e carapaci in una splendida giornata di primavera per fare un altro piatto vintage.
Le linguine allo scoglio (anche in versione con gli spaghetti) erano estremamente popolari negli anni Ottanta, regolarmente presentate in un elegante (??) involucro di alluminio.
Noi abbiamo scelto la carta da forno e poi ci siamo pappate questo meraviglioso piatto in giardino, accompagnandolo con un bianco ben freddo – in questo caso alsaziano anche se per restare fedeli agli anni Ottanta avremmo dovuto berci su un Galestro Capsula viola… – come si faceva (e ancora si fa, anche se spesso TROPPO freddo…) nei mitici anni Ottanta.
Da notare il bellissimo (???) footage vintage proveniente dal video di un matrimonio, anche quello sicuramente anni Ottanta, con gli sposi racchiusi nel mostro bivalve. Un vero mai più senza. E da notare anche Il Prussiano, lo splendido gattone rosso di Valentina, appollaiato sull’ulivo vicino al tavolo a controllare tutti i nostri movimenti. :)
Aggiungo anche un po’ di foto di Vale e me fatte a Torre a Mare la mattina prima di pranzo con la visita al pescivendolo di fiducia della nostra Cima di Rapa bionda, il giretto sul molo e il saluto ai pescatori che rammendavano le reti.

Enjoy e buon appetito!