Archivio mensile:luglio 2011

Lo sapevate? Uova e gusci / Did you know? Eggs and eggshells

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Sembra una cavolata ma avete mai provato a togliere un pezzo di guscio caduto per sbaglio nella ciotola in cui avete appena rotto un uovo? Non è per niente semplice.
Prima di imparare questo semplicissimo trucchetto io impazzivo cercando di tirarlo fuori usando le dita, un cucchiaio, la punta di un coltello… Le ho provate tutte, ma i bastardissimi pezzettini di guscio mi sfuggivano sempre per tornare inesorabilmente nell’uovo.

Finché non ho letto sul profilo FB dell’esperta di dolci Toni Brancatisano, che di uova ne userà a centinaia per le sue torte, che il metodo più semplice per ripescare i pezzettini è quello di usare… il guscio dell’uovo stesso.
Ero scettica ma, cavoli, funziona benissimo! E sempre al primo colpo!
Una delle piccole cose che ti semplificano la vita in cucina.
Grazie Toni! :)


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It seems a bit of a silly question but have you ever tried to remove a piece of eggshell that has fallen by mistake in the bowl in which you’re breaking your eggs? It’s not easy at all.
Before learning this simple trick I’d go crazy trying to fish out those little mofo’s using my fingers, a spoon, a knife… I’ve tried all the possible methods but those terrible little pieces of eggshell would always slip away and go right back to where they came from (the bowl, *grunt*).

Until I read (on Toni Brancatisano‘s profile on Facebook, who is an expert cake baker and who probably uses hundreds of eggs every week…) that the simplest way to get rid of those nasty little pieces is to use… an eggshell.
I was skeptical but, hey, it works really well! And at the very first try!
This is surely one of the little things that simplify one’s life in the kitchen.
Thank you Toni! :)

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Ricette fotografate: Bucatini al forno con fagiolini “pinti”

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I fagiolini “pinti” sono buonissimi, privi di “filo”, più lunghi dei normali fagiolini e con una diversa consistenza. Infatti risultano a mio avviso ideali per le cotture al forno in quanto rimangono più sodi. Anche il colore è diverso: il verde ha sfumature più scure e quasi tendenti al viola. Marciano quindi alla grande con i bucatini e il resto degli ingredienti che uso per questo piatto estivo, che preparo spessissimo, e che stradivoro!

Dosi per 4 persone
bucatini 400 gr
fagiolini pinti 300 gr
pomodori San Marzano 4-5
1 cipolla media
1 patata media
basilico
olio e.v.o.
sale
pangrattato
parmigiano (facoltativo, se proprio non riuscite a farne a meno. Io non ce lo metto)

Procedimento:
innanzitutto sottolineo che le dosi sono mooolto variabili, in quanto se vi piace tanto la cipolla ne mettete 2, se vi piacciono molto i pomodori ne mettete 6, ecc… :-))
Vi consiglio invece di non abbondare con la patata, che è uno sfizio, se no “appesantite” il piatto. Quindi: affettate  a fettine tonde abbastanza sottili la patata, affettate a rondelle la cipolla, dividete in quattro per la lunghezza i pomodori, stizzateli leggermente così perdono un po’ d’acqua, spuntate le estremità dei fagiolini , lessateli in acqua bollente salata, e procuratevi foglie di basilico fresco che  metterete nella teglia sminuzzate. Nella teglia: olio e.v.o., la patata, la cipolla, il basilico e i pomodori. Infornate a 200° per circa un quarto d’ora. Nel frattempo cuocete i bucatini al dente e scolate i fagiolini. Unite i bucatini e i fagiolini agli ingredienti, mescolate, decorate con pomodori e spolverate con pangrattato. Cuocete ancora in forno a 200° per circa 20 minuti.
Buon appetito!

Risotto di quinoa al whisky con nasello e verdure miste/Quinoa risotto with whisky, pollock and mixed vegetables

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Per la serie “Ricette fotografate” un altro “terra e mare”. Ebbene sì, a quanto pare quello del post scorso non mi è bastato e come se non bastasse – ancora! – questo è pure fusion.
Non è una ricetta propriamente estiva però l’ho fatta la settimana scorsa quando qui ad Amsterdam il tempo era praticamente autunnale ed ero abbastanza infreddolita e desiderosa di qualcosa di buono e sostanzioso.
Non avevo mai usato il quinoa oltre che bollito e condito con olio e sale come contorno però, visto che ultimamente sono in fase di sperimentazione con cereali diversi dal grano e dal riso, mi sto divertendo a provare varie ricette con ingredienti per me abbastanza insoliti e questo “quinotto“, ovvero risotto di quinoa, è il primo risultato delle mie sperimentazioni. Posso dire che l’esperimento è venuto proprio bene.
Il tocco magico è dato dalla sfumatura effettuata non con il vino, come solitamente si fa per il risotto, bensì con uno dei whisky scozzesi più torbati che ci siano, l’Ardbeg Ten Years Old (lo amo!), che dà al piatto un meraviglioso e intenso aroma affumicato. Un classico Single Malt proveniente da Islay, l’isola detta “la regina delle Ebridi” e famosissima per i suoi fantastici whisky, un posticino che proprio non vedo l’ora di visitare…
Poi c’è il brodo ai porcini. Potete farlo voi, semplicemente aggiungendo qualche fetta di porcino secco ad un brodo vegetale fatto in casa, o usare, come ho fatto io, il brodo biologico ai porcini in barattolo di vetro Vitam, che trovo buonissimo ma che non credo esista in Italia. Direi di evitare i dadi al fungo classici pieni di glutammato che rovinerebbero la purezza di questo piatto, meglio aggiungere un po’ di funghi secchi a un semplice (ma buono) brodo casalingo o fatto con dado biologico.
E naturalmente c’è la stupenda consistenza del quinoa a rendere ancora più interessante il tutto.
L’accoppiata di questo quinotto così aromatico con le verdure saltate in padella e con un umile pesce come il nasello, impilati l’uno sull’altro con l’aiuto del mio nuovo accessorio da cucina di cui già non posso più fare a meno –  il coppapasta con stantuffo – è particolarmente felice.
Però perché raccontarvi un piatto che fareste decisamente meglio a provare?
Magari abbinandolo a un dito di Ardbeg Ten Years Old allungato con un po’ di acqua gelata in una tempestosa serata davanti al caminetto con qualcuno di speciale, immaginando di essere in Scozia. So romantic

P.S.: altre foto più in giù…

Risotto di quinoa al whisky con nasello e verdure miste

Ingredienti per 2 persone

1 carota grande
1 cipolla rossa
4 cipollotti primavera con tutta la parte verde
2 zucchine piccole o 1/2 grande
200 gr quinoa
brodo vegetale ai funghi porcini q.b.
1/2 dl. di Whisky Ardbeg 10 yrs old
200 gr. filetto di nasello
olio evo
sale
pepe nero
1 dl vino bianco

Tagliare la carota e la cipolla a dadini tenendole separate.
Friggere la cipolla in olio evo facendola ammorbidire e aggiungere poi la carota.
Far cuocere la carota finché risulti morbida ma ancora un po’ al dente e mettere da parte.

Far riscaldare in una pentola capiente qualche cucchiaio di olio evo senza cipolla né altro. Tostarvi dentro il quinoa per un minuto. Sfumare con un po’ di whisky torbato e poi continuare la cottura con il brodo non appena l’alcol è evaporato mescolando regolarmente.
A circa metà cottura aggiungere un po’ del verde dei cipollotti (dopo averli lavati e mondati, tenere quindi da parte un po’ delle foglie rimaste da aggiungere in questa fase della preparazione).
Il quinoa tende a restare parecchio al dente. Farlo asciugare abbastanza bene e far riposare tre minuti col coperchio sulla pentola a fuoco spento.

Nel frattempo cuocere i cipollotti (le teste con circa 3-4 cm di gambo) in olio evo, salarli e metterli da parte.

Nello stesso olio dei cipollotti cuocere per qualche minuto i filetti di nasello e sfumare con un po’ di vino bianco. Insaporire con sale e pepe nero. Spezzettare il pesce in pezzi grossolani.

Grattugiare mezza zucchina grande nella pentola con la carota e la cipolla e lasciarla cucinare mezzo minuto. Spegnere, salare e tenere al caldo.

Riempire per un terzo il coppapasta col quinotto su un piatto da portata ben caldo, livellare con lo stantuffo e ricoprire con un po’ di verdure (un ulteriore terzo).
Livellare anche le verdure e aggiungere dei pezzi di pesce, premere bene lo stantuffo anche sul nasello e sollevare con cautela il coppapasta. Io ho sciacquato lo stantuffo con acqua calda tra un ingrediente e l’altro.

Guarnire con due cipollotti.


ENGLISH

For the “Photographed recipes” series, another “Surf & Turf”.
Oh yes baby! Apparently the one I told you about in my last post wasn’t enough and on top of all that this one is even a fusion experiment.
This is not exactly a Summer recipe but I made this last week when here in Amsterdam it was practically Autumn and I was feeling cold and in need of some warm and earthy comfort food.
I had never used quinoa before besides from boiling it and dressing is with olive oil as a side dish. Since I’m experimenting with cereals that are not the usual wheat and rice I’m having fun trying recipes with ingredients that are quite new for me.
This “quinotto“, a quinoa risotto that is, is the first result of my experiments.
I can say that I’m quite satisfied with it since it tasted really nice!
The magic touch was given by using for the risotto not the usual white wine but one of the “turfiest” Scotch whiskies on Earth, Ardbeg Ten Years Old (LUV it!). This divine liquid gives the dish such a wonderful and intense smoky flavour that just smelling it is a pleasure already. A classic Single Malt from Islay, the famous island called “the Queen of the Hebrides” with her fabulous whiskies, a place I definitely long to visit, hopefully very soon…
Then there’s the porcini stock. You can make it yourselves by simply adding some dried porcini mushrooms to a home-made vegetable stock or you can use, as I did, the organic porcini stock from Vitam, which I find excellent (but I don’t know if it exists outside Holland and Germany…). I’d say dump the standard porcini stock cubes full of glutamate that would ruin the pureness of this dish, better to add some dried to porcini to a simple basic stock.
And of course we have the wonderful texture given by the quinoa that makes everything even more interesting.
The combination between this aromatic quinotto with the sauteed veggies and a humble fish like pollock, all piled up on top of each other thanks to my latest kitchen gadget (a food ring with pusher), is really an exceptional one.
But why should I keep on telling you about something that you’d better try yourselves?
And if you like, pair it with a little Ardbeg Ten Years Old mixed with some chilled water on a stormy winter night while sitting in front of the fireplace with someone special, pretending to be in Scotland. So romantic…

Quinoa risotto with whisky, pollock and mixed vegetables

Serves 2

1 big carrot
1 red onion
4 Spring onions, green parts included
2 small courgettes or 1/2 a big one
200 gr quinoa
vegetable porcini stock
1/2 dl. Ardbeg 10 yrs old Whisky
200 gr. pollock fillets
e.v. olive oil
salt
black pepper
1 dl white wine

Dice the carrot and the onion and keep them separated.
Fry the onion in a couple of tablespoons of olive oil until soft, then add the carrot cubes.
Cook the carrot until quite tenderized but still al dente and put aside.

Warm up a few spoons of olive oil in a big enough pan, without onion or anything else. Toast the quinoa in it for one minute while stirring, add some whisky, stir further and let the alcohol evaporate. After that, keep on cooking adding stock and stirring regularly.
Once the quinoa is about half cooked add some of the chopped Spring onions’ green leaves (wash them first and remove the toughest and wilted parts).
Quinoa tends to stay quite al dente. Let it dry well (if it’s too moist it cannot be pressed in shape correctly) and leave it to rest for three minutes off the flame and with the lid on the pan.

In the meantime fry the Spring onions (the white parts with about 3-4 cm stalk) in e.v. olive oil, season them with salt and set aside.

Cook the pollock in the same oil you used for the Spring onions and add the white wine. Let it evaporate and season with salt and black pepper, then break in chunks.

Grate the courgettes in the pan with the carrot and onion mixture and cook for half a minute. Remove from the flame, season with salt and pepper and keep warm.

Place the ring on a hot serving plate a fill it with quinotto by a third. Level well with the pusher and cover with some vegetables (another third).
Level the veggies too and add some fish, pressing well with the pusher. Lift the ring carefully to keep everything in place. I rinsed the ring with hot water between ingredients.
Garnish with two fried Spring onions.


Sapore di Mare: Nicola Cinquepalmi prepara la tartare scottata di tonno

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La nostra deliziosa serie di videoricette marinare con Nicola Cinquepalmi dell’ Osteria Varvamingo, Torre a Mare (Ba) continua.
Questa volta Nicola ci prepara una tartare di tonno, semplicissima, scottata in padella.
Lui sostiene che il risultato finale è finalizzato, vista la somiglianza con un hamburger, a proporre una specie di “inganno visivo” per i bambini che non hanno voglia di mangiare il pesce, e che non rinunciano all’hamburger. :-)) Io vi dico che, a parte l’inganno visivo per i più piccini, è un piatto che soddisfa i palati più esigenti! 

Le Cime di Rapa vi augurano buona visione e buon appetito!