Archivio mensile:novembre 2011

Addobbiamo il Cime’s blog!

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Un articoletto natalizio… Possiamo dire che è entrato a far parte della tradizione delle Cime?
Forse dopo solo un anno e mezzo di blog è presto per parlare di tradizione, Però con i dolcetti natalizi (quelli già postati non sono scaduti, eh!): cartellate  castagnelle  e torroncini  , non ce la caviamo male! E sicuramente aggiungeremo altri sapori! Per il momento, oltre alle videoricette linkate,  godetevi i nostri addobbi! Li abbiamo “rubati” da Maria, nel suo negozio: La Vitein via C. Colombo, Torre a Mare (Ba). Per me che ho una malsana e incontrollata passione per le decorazioni di Natale, l’impulso allo scatto è stato irrefrenabile. D’altronde se date un’occhiata alle foto, o meglio: a quante foto… :-) Ero andata lì per comprare dei bicchieri.. Lei ha un sacco di cose molto, molto carine, e non soltanto a Natale.  Ok, via con le Cime natalizie!

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Videoricetta: Olive pugliesi fritte

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Quando si parla di olive fritte vengono in mente  le olive ascolane, bocconcini di olive ripiene con la loro croccante crosticina di cui personalmente sono ghiotta, ma.. Le avete mai provate le” parenti povere”, le olive pugliesi fritte? :-)
Sono contagiose. Ne magni una e poi vai avanti, non la finisci più! E a conclusione del “rimpinzamento”, ti fai anche la santa “scarpetta” con la salsina deliziosa e fette di pane di Altamura come se piovesse!
In questo periodo mister Dario,  di cui ogni tanto è bene ricordare che ha una vita lavorativa e sociale oltre i fornelli (quando non indossa il grembiulone è commercialista e professore), spadella olive fritte a “zaffuni”! E come talvolta accade, ha una telecamerina puntata sui fuochi. :-) In realtà credo si sia rassegnato ad essere ospite del nostro blog, dove spesso lo trovate all’opera..
Le Cime vi augurano buona visione!
P.S. Nicoletta consiglia di specificare che le olive sono fresche, raccolte dall’albero!  In effetti ciò che a noi sembra evidente a taluni potrebbe non esserlo.. :-)

Cos’è una chiancafredda a km 0? (bbbbuona!)

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Credo di aver stressato un gruppo di amici.. Una giornata da passare in tutto relax a zonzo per la provincia di Bari per me si identifica in: una giornata da passare a caccia di roba bbbuona. E io caccio con macchina fotografica e telecamerina d’ordinanza! Mi inebrio di paesaggi, di scorci, di improvvisi profumi nei vicoletti, di meravigliose bancarelle stracolme di… funghi (in questo caso). Che ci posso fare? Faccio perdere un sacco di tempo, lo sssso! Non mi inviteranno più, lo sssso! ci sarà un passaparola del tipo “no, la psicopatica armata non la vogliamo”, lo sssso! Intanto, finchè non ci sarà l’espulsione ufficiale.. “Rifiuto l’offerta e vado avanti!”:-) come diceva quella che stringeva il pacco in tv. Però, a ben vedere le foto, non è meglio la divulgazione, with a little help from my friends? Il reportage è fondamentale, quando c’è di mezzo la pappa…
Castellana Grotte, Osteria Caroseno, ex frantoio antichissimo. Già i bicchieri a tavola, capovolti e sormontati da uno sfizioso bocconcino la dice lunga.. Per il resto.. 3 ore di fila con la mandibola arrembante e la coscienza (perdere peso, una chimera..) franata, spiaccicata e silente sulle portate, TUTTE divorate… La chiancafredda a km 0 è una di queste portate, un piatto di carne mista rigorosamente locale (a km 0) servito su un tagliere di legno che, data la forma, ha ricordato a noi “massaie”(credo le ultime generazioni ad avere memoria dello strumento..), il famoso “strecatoio” in legno, che le quarantenni e dintorni non si sono fatte mancare a casa delle loro mamme! Per me che sono un po’ (tanto) restìa a mangiare carne, è stata una bella sorpresa, specialmente il legnetto con su una squisita scottona arrotolata, che si è rivelato essere un rametto di finocchio selvatico, e ha svolto il suo compito alla grande, aromatizzando per bene la ciccia! Ma prima di arrivare alla ciccia, abbiamo subito l’assalto di numerosi deliziosi antipastini, e le foto che allego ne rappresentano una parte.. :-)  Quindi, per esempio..

Capasiello mini con mozzarellina, zucchina grigliata e olive fritte calde

Focaccia fritta con ricotta “schquanta” (non saprei come scrivere diversamente!) e bruschette.
Ricottina su vellutata di carote e pera esiccata
Pappardelle con porcini e alloro
Chiancafredda a km 0
Bocconcini di cake alle spezie con una soffice cremina..
                                          Immancabili “sporcamuss” caldi..
Le mie pazienti amiche Teresa (mitica Fatina) e Mariella al 90°, anzi, ai supplementari,  sono riuscite a visitare un santuario a Castellana  (non mi ricordo il nome, i santuari non sono propriamente il mio genere!) nonostante la mia furia enogastronomica.. In realtà il programma era  una passeggiata pre prandium ad Alberobello, ma io non ce le ho mai fatte arrivare. Mea culpa!
E c’è anche un filmettino: una sosta al bar in contrada Cozzana, Monopoli, per un caffè al latte di mandorla e la mitica bancarella dei funghi a Castellana, nei pressi dell’osteria, dove dopo aver comprato funghi ignoti (ignoti a me ovviamente, in realtà erano i “natalini“), ho avuto l’amletico dubbio: “ma non saranno velenosi?” Ringrazio a tal proposito il comitato scientifico FMVD “Fungo Malefico Vade Retro”  che ha svolto paziente e fondamentale lavoro di ricerca per scongiurare l’avvelenamento! :-))
Quindi, come si evince dal contesto, sono ancora viva, i funghi erano deliziosi e gli arrembaggi continueranno!
Dimenticavo, il brano che ho inserito nel video è un antico 45 giri di mammà, che mi ha trasmesso tantissimo, insieme a papà (più specializzato sul R&B), musicalmente parlando, tra cui un’atavica passione per il re del mambo: Perez Predo, e il brano è Ay ay ay. :-)) 
                                           

Pere al forno con ricotta e cioccolato/Baked pears with ricotta and chocolate

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Pere decane/Doyenné du comice (da/from agfsite.nl)

Esiste una stagione, culinariamente parlando, migliore dell’autunno?
Per me no: le castagne, i funghi, la selvaggina e compagnia bella sono impagabili. E le pere, che adoro e che sono già buone in estate, in autunno raggiungono il loro massimo.
Le mie preferite sono le Decane così belle tondette e succose, le amo talmente tanto che riesco a mangiarne anche tre una dietro l’altra. :)

Oltre che fresche appena sbucciate sono buonissime anche fatte al forno come in questa ricetta in cui la loro dolcezza naturale ben si abbina a quella della ricotta zuccherata – ma non troppo – e arricchita di perle di cioccolato e da pezzetti di buccia d’arancia candita. Pere e cioccolato è una combinazione divina che con l’arancia diventa ancora migliore.

Provatele, e se volete esagerare accompagnatele con un ciuffetto di panna montata però vi assicuro che sono buonissime anche così, “nude” e non più crude.

Pere al forno con ricotta e cioccolato

Ingredienti per 4 pp:

2 pere Decane mature
30 gr. di cioccolato fondente
20 gr. noci, nocciole o pinoli
125 gr ricotta
1 tuorlo d’uovo
due cucchiai di buccia d’arancia candita a pezzettini
20 gr. zucchero
burro
cacao in polvere
zucchero a velo
un po’ di liquore (per es. rum o grappa)

Sbucciare le pere e tagliarle a metà.

Tagliare via un piccolo pezzo di polpa da quello che sarà il “fondo” delle pere per creare una piccola base e farle stare dritte nella teglia.

Rimuovere i torsoli e un po’ della polpa per creare maggiore spazio per il ripieno all’interno delle mezze pere usando un cucchiaino o l’apposito scavino per palline di melone.

Mescolare ricotta, zucchero,  noci o nocciole macinate grossolanamente (oppure i pinoli interi), la buccia d’arancia candita, la cioccolata a pezzettini, il tuorlo d’uovo sbattuto e uno o due cucchiai di liquore.
Riempire le pere con questo composto.
Coprire una teglia con carta da forno e poggiarvi sopra le mezze pere.

Aggiungere un pezzettino di burro su ogni mezza pera, spolverare di zucchero a velo e mettere le pere nel forno preriscaldato a 180°Cper circa 15-20 minuti. Devono risultare ben dorate.
Servire tiepide guarnendo il piatto con un po’ di cacao in polvere (poggiare una forchetta sul piatto, spolverare di cacao e rimuovere la forchetta) ed eventualmente con un ciuffetto di panna.


ENGLISH

Culinary speaking for me there’s no better season than Autumn. Chestnuts, mushrooms, game… all the things I dream of during the rest of the year are available, at last. And pears, of course. I adore them and they’re already wonderful in Summer, becoming even yummier in Autumn.
My favourite Autumn ones are the Doyenné du Comice, so nice and plump, so juicy and tender when perfectly ripe. I love them so much I can easily eat three in a row. :)

They’re wonderful not only fresh but also baked like in this recipe. Here their natural sweetness perfectly matches the (not too) sweet ricotta cheese enriched with dark chocolate and candied orange peels. Pears with chocolate is already a divine combination and orange peel makes it even better.

Try them, and if you feel like exaggerating with calories garnish them with a little whipped cream, though I can assure you that they’re already perfect just like this

Baked pears with ricotta and chocolate

Serves 4

2 ripe Doyenné pears
30 gr. dark chocolate
20 gr. walnuts, hazelnuts or pine nuts
125 gr ricotta cheese
1 egg yolk
two tablespoons of candied orange peels, coarsely chopped
20 gr. sugar
butter
cocoa powder
icing sugar
a bit of liqueur (for ex. rum or grappa)

Peel the pears and cut them in halves.

Remove a little piece of flesh from the rounded part of the pear halves so that they will stand nicely in the oven dish without tilting.

Remove the cores and some of the fruit flesh around them to make some space for the filling using a coffee spoon or a melon baller.

Mix well ricotta cheese, sugar, coarsely chopped walnuts or hazelnuts (or whole pine nuts), the candied orange peels, the chocolate, the lightly beaten egg yolk and one or two tablespoons of liqueur.
Fill the pears with this mixture.
Cover an oven dish with baking parchment and lay the filled pear halves on it.

Add a little butter on each pear, dust with icing sugar and put in the pre-heated oven (180°C) for about 15-20 minutes. The pears have to be nice and golden.
Serve lukewarm decorating the dish with some cocoa powder (lay a fork on the plate, dust with cocoa and the remove the fork) and some whipped cream, if you like.

Crostini con burro tartufato e uova di quaglia

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Finalmente una vera giornata autunnale propedeutica! Pioggia, un po’ di fresco e speriamo che abbiamo finito con quest’autunno primaverile che mi stressa e mi debilita. (digito da Bari..)
Il giorno in cui sono stati preparati questi crostini faceva caldo, ma… Non è stato davvero un ostacolo insormontabile per chi li ha divorati!
Dalla mia escursione molisana ho portato il bottino, ovvero un assortimento di prodotti a base di tartufo, e a casa dai masterchef Scannni si è subito trovato il modo di sfruttare la situazione al meglio: i crostini che vedrete in video sono una  vera e propria “contaminazione etnica”!:-)
Pane di Altamura, scamorza pugliesissima, uova di quaglia, burro al tartufo bianco… Ma Dario e Andrea non si sono “trattenuti”, il menu comprendeva anche, oltre ai “soliti” contorni, antipasti “della casa”, un delicato risotto al tartufo ed un originalissimo rotolo di mozzarella con frittata ai funghi cardoncelli e tartufo nero (altra evidente contaminazione etnica..).
Prima di tutto un po’ di foto della situazione,  Dario e Andrea bardati con un paio dei loro simpatici e numerosi grembiuloni, e poi la squisita videoricetta.

Dario con l’opportuno grembiulone

… E i grembiuloni diventano 2!

Ecco i crostini!

2 abili “spazzolatrici di crostini” in incognito!

Ed ora il video. Le Cime vi augurano buona visione!

Me Gusta: Il Tartufo Del Molise

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Stagione di tartufi, l’autunno chiama, il tartufo bianco risponde..
Il Molise è territorio di tartufi, e complice una telefonata “al volo” fatta ad Alessia, che con Nicoletta è titolare di Gustitaly, sito che propone un vasta ed appetitosa selezione di prodotti made in Molise, ho avuto la dritta per un’azienda molisana che col tartufo ci marcia alla grande!

La Di Iorio Tartufi è a Busso, provincia di Campobasso, neanche tanto distante dalla Puglia! E quindi l’escursione è d’uopo..

Il titolare, sig. Vincenzo, mi ha accolto con la gentilezza molisana che sempre decanto. La sua azienda, a conduzione familiare, si occupa della raccolta selezione e trasformazione del tartufo.

Ho avuto la fortuna di annusare i tartufi freschi di giornata appena raccolti dallo zio di Vincenzo e portati in azienda, c’era il bianco, e c’era anche il nero uncinato, una qualità invernale, diverso dal nero estivo. E poi una varietà di invitanti vasi e vasetti pieni di deliziose preparazioni..  Ho fatto un’interessante chiacchierata col sig. Vincenzo che mi ha parlato della tradizione tartufara della sua famiglia, che parte da suo nonno, e continua. La passione per il loro lavoro è evidente: ci sono i cani da tartufo, ci sono le foto di tartufi dalla strabiliante pezzatura, c’è il laboratorio dove si producono continuamente i numerosi prodotti a base di tartufo che vendono in tutta Italia e in tutta Europa.

Il sig. Vincenzo mi ha raccontato che la tradizione tartufara di quella zona è relativamente recente, risale agli anni 80. Prima di quel periodo scendevano in Molise i tartufari dall’Emilia Romagna, muniti di cani, e facevano il loro bel bottino, ma adesso.. Il bottino lo faccio io! :-)

Sempre provvista di mezzi più o meno potenti (vabbè, meno..), ho girato un improvvisato ma esaustivo filmatino, che spero vi piaccia. E prossimamente un paio di videoricettine con le prelibatezze di questa azienda che a me sta davvero tanto, tanto simpatica!

(Esubero di foto? Click compulsivo come sempre? Contrabbando materiali di risulta? Tutto ciò non è più un problema, c’è il newborn “MandaLaSmart!!” che vede e provvede! un blog ad “imperitura memoria”! Il resto del lavoro è su MandaLaSmart!!)