Cos’è una chiancafredda a km 0? (bbbbuona!)

Standard

Credo di aver stressato un gruppo di amici.. Una giornata da passare in tutto relax a zonzo per la provincia di Bari per me si identifica in: una giornata da passare a caccia di roba bbbuona. E io caccio con macchina fotografica e telecamerina d’ordinanza! Mi inebrio di paesaggi, di scorci, di improvvisi profumi nei vicoletti, di meravigliose bancarelle stracolme di… funghi (in questo caso). Che ci posso fare? Faccio perdere un sacco di tempo, lo sssso! Non mi inviteranno più, lo sssso! ci sarà un passaparola del tipo “no, la psicopatica armata non la vogliamo”, lo sssso! Intanto, finchè non ci sarà l’espulsione ufficiale.. “Rifiuto l’offerta e vado avanti!”:-) come diceva quella che stringeva il pacco in tv. Però, a ben vedere le foto, non è meglio la divulgazione, with a little help from my friends? Il reportage è fondamentale, quando c’è di mezzo la pappa…
Castellana Grotte, Osteria Caroseno, ex frantoio antichissimo. Già i bicchieri a tavola, capovolti e sormontati da uno sfizioso bocconcino la dice lunga.. Per il resto.. 3 ore di fila con la mandibola arrembante e la coscienza (perdere peso, una chimera..) franata, spiaccicata e silente sulle portate, TUTTE divorate… La chiancafredda a km 0 è una di queste portate, un piatto di carne mista rigorosamente locale (a km 0) servito su un tagliere di legno che, data la forma, ha ricordato a noi “massaie”(credo le ultime generazioni ad avere memoria dello strumento..), il famoso “strecatoio” in legno, che le quarantenni e dintorni non si sono fatte mancare a casa delle loro mamme! Per me che sono un po’ (tanto) restìa a mangiare carne, è stata una bella sorpresa, specialmente il legnetto con su una squisita scottona arrotolata, che si è rivelato essere un rametto di finocchio selvatico, e ha svolto il suo compito alla grande, aromatizzando per bene la ciccia! Ma prima di arrivare alla ciccia, abbiamo subito l’assalto di numerosi deliziosi antipastini, e le foto che allego ne rappresentano una parte.. :-)  Quindi, per esempio..

Capasiello mini con mozzarellina, zucchina grigliata e olive fritte calde

Focaccia fritta con ricotta “schquanta” (non saprei come scrivere diversamente!) e bruschette.
Ricottina su vellutata di carote e pera esiccata
Pappardelle con porcini e alloro
Chiancafredda a km 0
Bocconcini di cake alle spezie con una soffice cremina..
                                          Immancabili “sporcamuss” caldi..
Le mie pazienti amiche Teresa (mitica Fatina) e Mariella al 90°, anzi, ai supplementari,  sono riuscite a visitare un santuario a Castellana  (non mi ricordo il nome, i santuari non sono propriamente il mio genere!) nonostante la mia furia enogastronomica.. In realtà il programma era  una passeggiata pre prandium ad Alberobello, ma io non ce le ho mai fatte arrivare. Mea culpa!
E c’è anche un filmettino: una sosta al bar in contrada Cozzana, Monopoli, per un caffè al latte di mandorla e la mitica bancarella dei funghi a Castellana, nei pressi dell’osteria, dove dopo aver comprato funghi ignoti (ignoti a me ovviamente, in realtà erano i “natalini“), ho avuto l’amletico dubbio: “ma non saranno velenosi?” Ringrazio a tal proposito il comitato scientifico FMVD “Fungo Malefico Vade Retro”  che ha svolto paziente e fondamentale lavoro di ricerca per scongiurare l’avvelenamento! :-))
Quindi, come si evince dal contesto, sono ancora viva, i funghi erano deliziosi e gli arrembaggi continueranno!
Dimenticavo, il brano che ho inserito nel video è un antico 45 giri di mammà, che mi ha trasmesso tantissimo, insieme a papà (più specializzato sul R&B), musicalmente parlando, tra cui un’atavica passione per il re del mambo: Perez Predo, e il brano è Ay ay ay. :-)) 
                                           

I commenti sono chiusi.