La sporchia

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Oggi ho conosciuto la sporchia!
Mi trovavo casualmente (ahahahaha!) davanti al mio caseificio preferito, in quel di Noicattaro, e ho visto la sporchia! Davanti al caseificio stazionava un 3 ruote con un meraviglioso carico di carciofi e fave. Il 3 ruote era di proprietà di 2 fantastici vecchietti, marito e moglie, che avevano raccolto dal loro campo carciofi, fave e sporchia, e li vendevano senza troppi complimenti, non a chili, non a grammi, bensì a buste. Mi sono avvicinata e ho puntato col dito inquisitorio una cassetta di sporchia che spiccava in un senso esotico in mezzo ai carciofi, chiedendo alla vecchietta: “buongiorno signora, mi scusi, cos’è??” E..Dramma! La vecchietta parlava un antico idioma a me quasi completamente ignoto, come spesso mi succede quando ho a che fare con gli abitanti dell’hinterland nojano. Ma stavolta giuro, ho capito subito che avrei avuto le più serie difficoltà di comprensione! La vecchietta, bellissima contadina col viso divorato dal sole e dal campo, ha prontamente risposto: “chess iau a spcch!” “Beh… emmò che si fa?” ho pensato io. E ci ho riporovato, tentando di apparire meno lingusticamente ostile, esprimendomi esattamente così: “scusa signò, non sò capit! Ripeti!”, Al mio “ripeti!” è intervenuto il vecchietto che, giuro, era davvero più incomprensibile della vecchietta e ha ribadito il concetto: “iaaau spchhh!!!” Allora ho iniziato a fare una sorta di spelling, rivolgendomi esclusivamente alla vecchietta che avevo istantaneamente nominato mia interprete e traduttrice: ” la… Spicch, specch, spucch…??”E la vecchietta, con un sorriso pietoso: “none, signò, vid ca chess iau a spcch: a s-p-o-c-c-h-i-a!” Io: “la spocchia?” Lei: “eh, see signò, a spocchia!” Io non so perchè, ma questa è proprio la situazione in cui adoro trovarmi: una vecchietta che parla un idioma antico, un carruccio carico di carciofi fave e sporchia (in questo momento del racconto ancora “spocchia”), e altre domande da fare alla vecchietta. “Ok” ho pensato,” ora devo sapere tutto su sta “spocchia”, quindi coraggio e “recchie appizzate”!

Il dialogo tra sordi continua…
Io: ” signò, ma iè bbun sta spocch? (signora, ma questa spocchia è buona?)
La vecchietta: ” c’ià buain? Ià buain buain! (se è buona? E’ buona buona !)
Io: “e com la cucin? (vabbè, questa si capisce..)
La vecchietta: ” la da faje com l’nzalat (la devi preparare in insalata), me la da bollaje jend all’acgu’ (ma la devi bollire nell’acqua) co u sail (col sale)“….
Ero entrata nel vivo dell’idioma e mi sentivo anche idiota.. Ora dovevo sapere dove si trovava sta “spocchia”, quando e perchè cresceva, quindi: “Signò, ma vu tnit u camb vostr? ( rivolta anche al vecchietto per mia fortuna zittito: signora, ma voi avete il campo vostro?)
La vecchietta, fiera: “sine, tnim a camp  vers a Maul (sì, abbiamo il campo verso Mola di Bari)..
E poi ha continuato a dare informazioni sulla “spocchia”, di sua spontanea volontà: “a spcch ste in mezz i fav e quann ste, a fav nonn a chiù bbon, no s pot arracoggh chiau. (quindi: la “spocchia” è una pianta infestante, cresce tra le fave e quando c’è, le fave non sono più buone, inutile raccoglierle), po a pot faj pur com a la carciof fritt: a buain! Me nipot a ved com a mang! (la puoi cuocere anche come i carciofi fritti, è buona! Devi vedere come se la mangia mia nipote!)
Poi mi ha mostrato  come pulirla,  ha riempito una busta con una vagonata di “spocchia” e mi ha detto, in perfetto italiano: “2 euro”. Io ho detto: “aspè signò! Prendo anche i carciofi e le fave!” E il vecchietto, assopito fino a quel momento, mi ha rivolto la parola brandendo un carciofo, e non so proprio cosa abbia detto…

Comunque: pulire la sporchia spezzando i gambi e lasciando solo le sommità, lessarla  in acqua bollente con sale per circa 20 minuti, scolarla per bene, condire con olio e.v.o. , aglio fresco e menta altrettanto fresca. Che fatica! Buon appetito!

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  1. credo che sia anche detta orobanca. cresce selvatica con i papaveri. se è lei ha un gusto amarognolo, tipo asparago selvatico, peloso e amarognolo. ottimo in insalata e fritto. lo cucina benissimo LA CANTINA di alberobello

  2. Ciao cugino! Io ho trovato delle informazioni che la descrivono come infestante delle leguminacee.
    Infatti! Ha un gusto tra l’asparago selvatico e il lampascione.

  3. Madò, sto ridendo come una cretina, i dialoghi fanno MORIREEEEEEEEEE!!!! :D Bellissimi ‘sti “asparagini” selvatici, la prossima volta che sono in zona a primavera li assaggio dalla mia amica Sv! :D

  4. Ciao Valentina. Complimenti per il post.
    Io la sporchia la conosco da sempre (dalle mie parti era endemica, peggio delle classiche cavallette), ho scoperto che era comestibile e cominciato a mangiarla solo da alcuni anni, e ti posso garantire che la preferisco agli asparagi.
    Sul mio blog puoi trovare altre testimonianze, http://carolemico.myblog.it/archive/2010/01/22/la-sporchia.html

    P.S. lo sai che la tua fisionomia non mi sembra nuova, devo averti già vista da qualche parte,

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