¡Que viva España! Prima puntata: La sangria di Fatina

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…. Si trattava di dieta, e in 30 minuti tutto cambiò.
“…Fatina, domani minestrone?”
“ …Se spiaccichi un uovo su una fetta di pan carrè con un filo d’olio e una fettina di mozzarella già hai 3 blocchi (dieta a zona) tra carboidrati e protene”
“ …Oh lo sai che l’ho provato e non è male? (cosa fa la fame..), è proprio buonino!!” …  C’ TRISTEZZ’…

In coda d’estate certe cose possono succedere anche agli irriducibili, anzi, soprattutto!
In genere se dieta deve essere,  andrebbe eseguita con disciplina e criterio PRIMA della cosiddetta prova costume ma..
1) Noi NON facciamo la prova costume, tanto conosciamo già l’esito (infausto)..
2) Tutte le stagioni gastronomicamente parlando hanno prelibatezze da offrire, quindi perchè rinunciarvi?
3) Di sti tempi se togliamo il cibo cosa ci resta? (la considerazione più applaudita)

E così in una calda serata di fine agosto 3 amiche (Fatina,Renata e moi) decisamente irriducibili ma con un neurone improvvisamente impazzito nel cervello, decidevano che era il momento giusto (!!) per mettersi a dieta! Praticamente dopo che tutto il resto del pianeta aveva finito la dieta…
Quindi la conversazione andava avanti mestamente davanti ad un tavolo vuoto (che in genere è sempre stracolmo di ognieddippiù).
Ma.. Il RE (Dario) passava e ripassava  ridacchiando, con battute tipo : ” c’ zon’ e zon’ (sempre riferito alla dieta a zona): la zona morta? La zona franca?” E toccandosi la panza: “questa è la zona buona!”
Poi una voce improvvisamente (cos’è il genio…), forse uno scatto d’orgoglio, forse il neurone impazzito era capitato nella zona del cervello sbagliata (vabbè sempre “zona” è!!) , chissà! Insomma, senza alcun preavviso, senza alcun motivo…la mia voce: “ Darioooo, ma quand’è che ci prepari qualcosa di buono??” Come se non fosse mai successo nulla (“dieta? Hai detto dieta?Ehi, parli con me? Stai parlando con me?”), immediatamente l’ammutinamento a “zona” produceva il suo effetto: “Eh sì Dario, daiii!!”
E la Fatina, guardando il RE dritto in faccia con lo sguardo cattivo  di chi subisce una fame atavica mentre gli altri magnano, sibilò: “devi fare la paella.”
E non c’è altro da aggiungere, perchè è successo.
La paella ha “chiamato” la sangria  che ha “chiamato” un altro primo: un risottino capitato per caso che ha “chiamato” pesce al sale che ha “chiamato” un contorno peperoni e patate gratin che ha “chiamato” la torta Santiago cha ha “chiamato” la torta fruttata, che ha “chiamato” una cassata..
You’re in the middle of a chain reaction.. :-))
E’ nata una miniserie dal titolo ¡Que viva España! che in 3 puntate vi mostrerà cosa siamo capaci di divorare.. E in coda non mancherà il risottino per caso.

La sangria di Fatina:

ingredienti:
Vino rosso 1 lt
1 bicchierino di brandy
1 limone a fette
1 arancia a fette
Succo filtrato di 2 arance
Frutta mista di stagione a pezzetti
Uva sultanina
Uva passolina
1 stecca di vaniglia
1 pizzico di cannella
1 noce moscata intera
acqua tonica (da aggiungere secondo gradimento)
Preparazione:
tutti gli ingredienti in una coppa tranne l’acqua tonica ben fredda che aggiungerete prima di servire.
Preparare e conservare la sangria in frigo qualche ora.

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