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Il frustingo (dolce natalizio tradizionale marchigiano)/ How to make frustingo (traditional Christmas dessert from Marche)

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Il colpo di grazia ce lo darà il frustingo, senza dubbio! Dopo aver prodotto ricciarelli toscani, pitta ‘mpigliata calabrese, torroni, cartellate , castagnelle pugliesi, biscotti natalini, siccome non ci facciamo mancare nulla, è il turno del frustingo, di cui vale la pena raccontare alcuni cenni storici: nato pare addirittura nel XIII secolo come piatto povero (e a noi Cime i piatti poveri piacciono assai), il nome deriva dal latino”frustum” che significa “pezzetto” “tozzo“, e pare che abbia addirittura una ventina di varianti di preparazione e nomi diversi su tutto il territorio marchigiano: ristingo, frustingo (Ascoli), frostengo (Macerata), pistingo (basso maceratese), bostrengo (nel Montefeltro e pesarese), frustingolo, addirittura viene chiamato anche “lu ficu ficoso“. :-)


Le varianti come vi ho scritto, sono tante. Ho scelto una variante detta “pistrincu di Ascoli“.
Ho avuto difficoltà nel reperire un paio di ingredienti: il tritello , e il cedro che sostituisco in ricetta con (non me ne vogliano i fieri Piceni!)  abbondatissima buccia di limone grattugiata, il tritello nel mio frustingo non ci sarà, mi regolerò col pangrattato. Per il resto..
Buon Natale dalle Marche a tutti voi!

E’ piaciuto anche al Prussiano! :-)) miaomiaomiaooo!

Frustingo (dosi per 6 persone)

Ingredienti:
1/2 kg fichi secchi
50 gr uva passolina
50 gr mandorle pelate e tostate
50 gr noci sgusciate
1 tavoletta da 80 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di pangrattato
buccia di 1 limone grattugiata
1 filo di vincotto di fichi (o d’uva, meglio, ma io ho quello di fichi e quello metto)
1 bicchiere d’olio e.v.o.

Tenere a bagno in acqua tiepida mezzo chilo di fichi secchi per una notte finché non saranno completamente ammorbiditi. Quindi tritarli e aggiungervi 50 gr di uva passolina ammorbidita in acqua tiepida e strizzata, 50 gr di miele, altrettanti di zucchero, la buccia grattugiata di un limone, il cioccolato fondente a pezzetti, un pizzico di noce moscata e cannella. Pelare e quindi tostare 50 gr di mandorle, tritare con altrettanti gherigli di noci, e unire al composto di fichi, aggiungere il pangrattato.  Lavorare lungamente il composto con 1 bicchiere d’ olio extravergine d’oliva e sistemarlo in una tortiera unta d’olio, cuocere in forno preriscaldato a 160°per circa 30 minuti. Servire a temperatura ambiente.
Ed ora… Buona visione!

Prima del video.. Devo un omaggio a Totò! Per girare questa videoricetta
ho vestito i panni del “pazzariello” , ho fatto tutto da sola:ho preparato il frustingo,
ho posizionato la telecamerina, ho inquadrato il tutto con alterne fortune,

ho editato il video, ho magnato il frustingo!
..E pensavo
: ma io sono la
versione blogger del “pazzariello”! :-)) 

Le note sul frustingo sono tratte dal sito: alimentipedia.it

Here it is for you one of my ever favourites: the frustingo, a traditional Christmas dessert from Marche. Scent of figs, lemon, honey, spices, chocolate… I can’t resist! But I live in Puglia, in the south ofItaly, and Marche region is so far from me so the only way to get a frustingo is.. to prepare it by myself! Here it is, the video recipe for frustingo. Enjoy it!

Frustingo (serves 6)

Ingredients:

1.1  lbs dried figs
1,7 oz roasted peeled almonds
1,7 oz raisins
1.7 oz peeled and roasted almonds
1,7 oz walnuts
honey 2 tablespoons
sugar 1 tablespoon
1 lemon peel
bitter chocolate
extra virgin olive oil about 1,7 oz
cinnamon a pinch
nutmeg a pinch
breadcrumb 1 tablespoon
bitter chocolate in pieces about 1,7 oz

Put the figs in a bowl, add lukewarm water, figs must be covered by the water. Then leave them in the bowl all night long, to reconstitute them.  Chop them and add raisins reconstituted in water, start to mix, then add grated lemon peel,   peeled and roasted crushed almonds, crushed walnuts, sugar, pieces of chocolate, honey, cinnamon, nutmeg. Add extra virgin olive oil little by little while  mixing well all ingredients. Then put the frustingo in an oven pan and cook it in a preheated oven at
325 F° for about 30 minutes until it looks golden. Serve it at room temperature. Buon appetito!

Ricciarelli/Tuscan almond cookies

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Le Cime di Rapa amano i dolci natalizi, basta vedere questo post, e poi questo, questo quiquest’altro ancora. :)
Da grande amante della Toscana quale sono ho recentemente aggiunto questi altri dolcetti natalizi tipicamente senesi al menu toscano della mia scuola di cucina ad Amsterdam, ovvero i ricciarelli.
Facilissimi da fare, i ricciarelli di Siena sono una garanzia di meravigliosa bontà con relativamente poco lavoro. Qui li vedete accompagnati dai loro cugini di Prato, i cantucci.

Fateli anche con un bel po’ di anticipo, potrete tranquillamente conservarli qualche settimana in una scatola di latta o in un vaso di vetro a chiusura ermetica. Diventeranno più secchi ma resteranno buonissimi.

Ricciarelli

Per 16-18 ricciarelli

Ingredienti:

240 gr farina di mandorle
100 gr zucchero semolato
100 gr zucchero a velo
3 chiare d’uovo (di uova di media grandezza)
1 bustina di zucchero vanigliato
la buccia grattugiata di 1 arancia biologica

Preriscaldare il forno a 160° C.

Mescolare brevemente nel robot da cucina la farina di mandorle con metà dello zucchero semolato.

Trasferire il composto in una ciotola e mescolare con il resto dello zucchero semolato, metà dello zucchero a velo (conservare l’altra metà), la buccia d’arancia e lo zucchero vanigliato.

Sbattere i bianchi d’uovo finché non sono ben montati a neve e mescolarli con il resto degli ingredienti.

Preparare dei biscotti con questo composto dandogli forma ovale e leggermente bombata e quindi passarli nel resto dello zucchero a velo.

Sistemarli su una placca da forno coperta di carta da forno e cuocerli per circa 10-12 minuti o finché non sono appena dorati.

ENGLISH

Cime di Rapa love Christmas sweets, just take a look at this (IT/EN), and then this (IT), this (IT) and this (IT). :)
Since I adore Tuscany I recently added these little Tuscan Christmas sweets typical from Siena to the Tuscan menu of my cooking school in Amsterdam. They’re called ricciarelli and you can actually eat them all year round, they’re too good to eat only at Christmas. >:)
Very easy to make, the ricciarelli from Siena are a guarantee of wonderful sweetness that can be obtained with very little effort.
In the photo above next to the Italian text you can see them accompanied by their “cousins”, the cantuccini cookies from another Tuscan city, Prato (for the recipe go here).

You can make them in advance, they’ll keep perfectly well for a few weeks if you put them in a tin box of a glass jar. They’ll get a little bit dry but will stay buonissimi.

Ricciarelli

Makes 16-18 ricciarelli

Ingredients:

240 gr. finely ground almonds
100 gr. sugar
100 gr. icing sugar
3 egg whites (medium-sized eggs)
1 bag vanilla sugar
grated zest of 1 organic orange

Pre-heat the oven at 160° C.

Shortly mix the ground almonds in the mixer with half of the quantity of normal sugar until slightly powdery.

Transfer the mixture in a bowl and mix with the rest of the normal sugar, HALF of the icing sugar, the grated orange zest and the vanilla sugar.

Beat the egg whites until very stiff and carefully mix them with the rest of the ingredients.

Make cookies from this mixtures giving them an oval or diamond-like shape and roll them in the rest of the icing sugar.

Lay them on an oven dish covered with baking parchment and bake them for about 10-12 minutes until slightly golden.

La pitta ‘mpigliata (dolce tradizionale della Calabria) / How to make pitta ‘mpigliata (traditional Christmas dessert from Calabria)

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C’è una canzoncina che martella e tritura abbondantemente le…orecchie durante le pause pubblicitarie in tivvù in questo periodo. La canzoncina è in uno spot che mi pare mostri  fette di improbabile panettone in mano a bimbi lieti, o qualcosa del genere, e comunque recita: a Natale puoiiii..  La mia personale rielaborazione del brano è presente nel natalizio, surreale e delirante video che ho girato durante la preparazione della pitta ‘mpigliata, squisito dolce della tradizione calabrese. Sono anni che covo questo momento. Ahhhh, i dolci… Mia croce, mio cruccio, mio limite.  Perciò quando la Fatina ha buttato lì, un giorno: ” perchè un pomeriggio di questi non ci riuniamo e prepariamo dolci di Natale?”  io ho IMMEDIATAMENTE risposto: “sì, ok, da me, faccio spazio sul tavolo da pranzo, lo riempiamo di: farinazuccheronocimandorlecioccolatofichisecchilimoniuvapassa, vadoalmercatocomprolafruttasecca dai dai daiiiiii!” e la Fatina “ok, ma cosa facciamo?” io: “TUTTO”.

Sì, tutto ma…2 cose avevo in mente, mi si paravano davanti agli occhi volteggiando alternativamente in un balletto natalizio: tortiere con le ali e le lucine contenenti 2 oggetti del desiderio: la pitta ‘mpigliata (grazie Calabria, per questo tripudio maestoso d’ogni bendiddio che vedrete in video!) e il frustingo (grazie Marche, per una vagonata di fichi secchi coccolati da un abbraccio di sapori da urlo, che è in lista per la tortiera!).

E così… In un primaverile (ahimè davvero!) pomeriggio di dicembre, ho avuto il piacere di avere con me la Fatina, Kung Fu Fighting (così da me ribattezzata visto l’approccio “energico” che ha con gli impasti), e Malombra ( la sua specialità è quella di abbassare il livello della frutta secca prima dell’utilizzo, subdolamente e in sielnzio, fingendo indifferenza ma tradita dal rumore involontario delle ganasce), al secolo Teresa, Mariella, ed Emma. Un breve (???..caffè, sigarette, blablabla..) briefing per lo studio di varie versioni della pitta (che nome di greca memoria, basta ciò a farmi venire l’acquolina) stampate da internet (siamo pugliesi, noi fabbrichiamo prevalentemente cartellate a zaffuni, ci approcciamo con umiltà a dolci & affini di altre regioni..), e il pomeriggio “pittato” ha avuto inizio!  Ci perdoni l’intera Calabria per eventuali errori, imperfezioni ma… Oh quant’ è bbbuona!

Pitta ‘mpigliata (noi abbiamo scelto questa ricetta)

Ingredienti

Sfoglia:
1 kg  di farina
1 bicchiere d’ acqua
1 bicchiere di vino
1 bicchiere di olio e.v.o.
1 bicchiere di zucchero
2 uova
1/2 bustina di lievito

Ripieno:
miele
cannella
scorza di 3 limoni
2 kg di noci
uva passa 300 gr

Procedimento

Unire farina zucchero e lievito, iniziare ad impastare aggiungendo l’acqua, poi il vino, sempre un poco per volta, continuare ad impastare, aggiungere le uova, impastare, infine l’olio, impastare fino a rendere l’impasto elastico. Farlo riposare un po’, coperto per non perdere l’umidità. Preparare il ripieno con le noci sminuzzate, la buccia grattugiata di 3 limoni, lo zucchero, il miele, l’uva passa precedentemente ammollata in acqua, e la cannella. Lavorare la pasta per la pitta con l’Imperia più volte, fino ad ottenere delle strisce sottili, rifinite sui bordi con la rotellina, sulle quali andrà il miele, distribuito per tutta la lunghezza della striscia, e il ripieno. Ripiegare in 2 e arrotolare le strisce ripiene, e disporte in una tortiera (sembrano delle rose). Cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti. Lapitta ‘mpigliata si può presentare tenendo unite le roselline con una base di sfoglia dai bordi rialzati che si spalma di miele (come se fosse un contenitore) dove si poggiano prima di infornarla,oppure così, senza base, come abbiamo fatto noi, diciamo..monoporzione. :-)

Uno dei passaggi del video (ehh, ce ne sono tanti..) davvero emozionante è quello in cui Malombra è costretta a disimpegnare le ganasce a causa di un problema che abbiamo avuto con l’Imperia di KFF, che litigava col mio tavolo e non voleva saperne di agganciarsi, e quindi è costretta ad occupare diversamente le ladre mani per tener ferma la macchina fabbricasfoglia…  La necessità aguzza l’ingegno..

Buona visione!

ENGLISH

I love southern Italian Christmas desserts, they are wonderful, rich in flavours and so simple at the same time. All ingredients are   from our countryside, no butter in them, instead we use extra virgin olive oil! In the South of Italy we have a great respect for traditions and  the Christmas dessert cooking session is one of our more ancient traditions. Southern grandmothers and mothers  used to prepare desserts for their family all together before Christmas so..  Here it is, a video made for you with my friends Mariella and Teresa and my sister Emma preparing the pitta ‘mpigliata, a traditional Christmas dessert from Calabria, and I am the camerawoman.
Enjoy it!

Un piatto natalizio speciale per un vino speciale

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Quando sul suo blog ho letto che il produttore di vini pugliese Paolo Cantele cercava blogger che volessero creare piatti da abbinare ai suoi meravigliosi vini non ho resistito e mi sono subito proposta. Veramente ho subito proposto come autrici le Cime di Rapa al completo, ossia il duo Valentina e me (è stata proprio Valentina a farmi assaggiare per la prima volta un vino di Cantele, il “Teresa Manara”), però purtroppo da allora ad oggi non sono riuscita ad andare a Bari e quindi la videoricettuzza fatta insieme appositamente per questa occasione resta nella mente di Dio. Magari l’anno prossimo, se Paolo e la famiglia Cantele decidono di riproporre questo bel “gioco” di incastri cibo/vino.
Il duetto culinario comunque c’è stato, infatti questo piatto è nato in collaborazione con Alan, l’amico e collega che lavora con me presso la mia scuola di cucina qui ad Amsterdam. Stavamo provando un piatto per il menu natalizio da far fare ai nostri alunni e sperimenta che ti sperimenta ci siamo inventati questa ricetta che per i sapori abbastanza decisi ben si presta ad accompagnare – e a farsi accompagnare, come dicono gli anglosassoni it takes two to tango – un vino importante come l’Amativo. Infatti ho deciso subito che il piatto da abbinare all’Amativo sarebbe stato questo.

Perché l’Amativo di Cantele (60% Primitivo e 40% Negroamaro) è indubbiamente un vino importante. Sul sito dell’azienda produttrice lo definiscono adatto a “formaggi ad alta stagionatura, salumi affumicati e speziati. Carni rosse con cotture saporite, da sperimentare con l’asino e il cavallo. Primi a base carne, notevolmente elaborati. Un vino che, strano a dirsi, non disdegna la compagnia di un buon sigaro.” Proprio il mio tipo di vino, direi, con un’elevata percentuale del mio adorato Primitivo e in grado di rappresentare al meglio l’intensità e la purezza dei vini pugliesi che tanto amo.

I sigari non li sopporto e l’asino e il cavallo non li ho mai cucinati (assaggiati, quello sì, ma direi che non mi fanno impazzire). Le carni rosse, invece, mi piacciono molto, però nonostante questo per il nostro piatto abbiamo scelto la fesa di tacchino, una carne piuttosto leggera e digeribile perché il menu natalizio completo de La Cucina del Sole non è mai leggerino e quindi meglio evitare di strafare dove si può. Leggera sì,  però “fortificata” dall’uso dei funghi porcini secchi e del prosciutto cotto affumicato nel ripieno che hanno dato molto più corpo al piatto.

Eravamo partiti con un’idea e, strada facendo, abbiamo finito per fare qualcosa di completamente diverso che però ci ha parecchio soddisfatti.
I carciofi stufati insieme al rotolo di tacchino richiedono sicuramente un vino che “regga” e l’Amativo si presta benissimo ad accompagnare persino una verdura difficile (diciamo pure quasi impossibile, per quanto riguarda gli abbinamenti cibo-vino) come il carciofo.

La ricetta è stata eseguita da Alan e fotografata da me. Come spesso ci succede, al momento dell’assaggio abbiamo un po’ perso la concentrazione e ci siamo dimenticati di fare delle foto del piatto presentato come si deve perché eravamo troppo impegnati a godercelo. :D
Aggiunta del 19 dicembre 2011: La ricetta è stata poi da noi rifatta durante un workshop di cucina natalizia e le foto da oggi ci sono. ;)

Servite questo rotolo di tacchino con delle buone patate al forno e abbastanza pane da poter raccogliere il meraviglioso sughetto che si forma in cottura. Buon appetito e, da parte nostra, un augurio anticipato di buone feste!

Rotolo natalizio di tacchino ripieno

Per 8-10 persone

Ingredienti:

2 pezzi di fesa di tacchino da 1 kg circa l’uno
30 gr. porcini secchi
200 gr prosciutto cotto leggermente affumicato a fette spesse
8 uova e 6 tuorli
6 spicchi d’aglio
2 cipolle
8 fette di pane bianco (in cassetta o simile)
2,5 dl. di panna più un po’ di panna per le frittatine
50 gr. parmigiano grattugiato
10-12 carciofi piccoli
un mazzetto di timo
un mazzetto di maggiorana fresca (va bene  anche quella secca)
un rametto di rosmarino
sale e pepe nero
olio e.v.o.
1 bicchiere di vino bianco secco
2 litri brodo di carne

Ammollare i porcini in acqua calda per circa 15 minuti e tagliarli a pezzetti abbastanza grossolani. Aggiungere la loro acqua di “ammollo” al brodo per dargli ulteriore sapore.
Ammollare anche le fette di pane (senza crosta) in 2,5 dl di panna finché sono ben morbide.

Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne,  gli eventuali steli e le punte (circa 1/3 dell’intero), tagliarli a metà e porli in una ciotola con acqua acidulata con aceto o limone per evitare che anneriscano. Per vedere il video su come pulire i carciofi fatto da Valentina e me (in inglese, ma si capisce benissimo come fare dalle immagini)  potete fare clic qui.

In seguito preparare quattro frittatine sottili sbattendo 8 uova con un po’ di panna, sale, pepe e una manciatina di foglioline di timo. Friggere le frittatine da entrambi i lati in un padellino antiaderente con un po’ di burro finché sono belle dorate e lasciarle raffreddare.

Tagliare le fette di fesa aprendole a libro (quindi lasciando un lato unito come si vede nelle foto), proteggerle con un foglio di plastica alimentare e appiattirle con un batticarne avendo cura di non danneggiare la carne. Eventualmente, pareggiare le fette tagliando via i lati irregolari.

Mescolare nel mixer il prosciutto tagliato a dadini, il parmigiano, i funghi ammollati, il pane precedentemente strizzato per eliminare l’eccesso di panna, 6 tuorli, foglie di maggiorana a piacere, sale e pepe. Il composto deve risultare relativamente denso ma spalmabile.

Spalmare il composto sulle fette di fesa e poggiarvi sopra due frittatine per fetta appena sovrapposte l’una all’altra. Rifilare le frittatine se fuoriescono dal rotolo, arrotolare la fesa e fissarla con spago da cucina.

Sbucciare le cipolle e tagliarle a pezzettini. Farle appassire in olio d’oliva a cui è stato aggiunto un po’ di burro (utilizzare una pentola grande e dal fondo spesso, per esempio una di ghisa come la nostra).

Fare colorire i rotoli di tacchino da tutti i lati, sfumarli col vino bianco, aggiungere  il rosmarino nella pentola e lasciar cuocere il tutto per un’ulteriore ora a fuoco basso col coperchio sulla pentola.
Tagliare i carciofi ricavando tre parti da ogni metà e dopo circa mezz’ora di cottura metterli in pentola in modo che vengano stufati mentre la carne si cuoce.
Aggiungere di tanto in tanto del brodo caldo se il piatto tende ad asciugarsi troppo e bagnare regolarmente con il sugo di cottura.

A cottura ultimata assaggiare ed eventualmente salare e pepare ulteriormente.

Prima di tagliare e servire la carne con i carciofi lasciarla riposare circa 5-6 minuti fuori della pentola. La salsa può eventualmente essere addensata cuocendola ulteriormente.