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Videoricetta: la paella di Oliver / Video recipe: Oliver’s paella

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Piatto classico della tradizione spagnola, la paella è originaria di Valencia, città sulla costa orientale del Paese. La versione originale chiamata paella valenciana prevede l’uso di fagiolini verdi piatti, carne (principalmente pollo e coniglio), fagioli bianchi e lumache, però esistono molte varianti che includono solo pesce, crostacei e molluschi (paella marinera) oppure carne e pesce insieme (paella mixta).
La pentola larga e bassa utilizzata per preparare questa ricetta è la paella detta anche paellera. Sul nome dato a questo strumento gli spagnoli sono nettamente divisi: chi preferisce l’uno e chi invece sostiene che il nome corretto sia l’altro. La Real Academia Española, ovvero l’istituzione ufficiale che si occupa di stabilire le regole relative alla lingua spagnola, accetta entrambe. Per questioni di chiarezza nella ricetta usiamo il termine paellera per la pentola e paella per il piatto.

Oliver

Oliver e la sua paella/and his paella

Volendo acquistarne una, sceglierla possibilmente col fondo abbastanza spesso per favorire una cottura uniforme e non troppo rapida del riso, il quale dopo una prima mescolata non va più mosso in modo da formare quella deliziosa crosticina sul fondo della pentola che, insieme alla perfetta cottura di tutti gli ingredienti, caratterizza la paella davvero ben fatta.
La versione di Oliver, amico spagnolo canario – ossia delle Isole Canarie – è quella mixta, con carne e pesce insieme. Il chorizo qui utilizzato è il classico salame spagnolo di carne suina caratterizzato da colore rosso uniforme anche nel grasso in quanto aromatizzato e “colorato” con pimentón, polvere di peperone affumicato, o con paprika più o meno piccante.
L’uso di pesce, crostacei e molluschi rende la preparazione un po’ più delicata di quella della paella con sola carne in quanto occorre evitare di cuocere troppo i gamberoni che altrimenti diventerebbero stopposi. Aggiungerli a cottura quasi ultimata del riso assaggiando quest’ultimo e calcolando circa tre ulteriori minuti sul fuoco. Anche per il merluzzo e i calamari è preferibile una cottura non troppo prolungata (quattro-cinque minuti al massimo). Oliver fa cuocere abbastanza a lungo le cozze per far sì che il riso si insaporisca ancora meglio.

Paella di Oliver

Ingredienti per 4-6 persone:

250 gr riso per paella o per risotti
20 cozze crude col guscio
250 gr. gamberoni freschi
3-4 calamari grandi puliti
150 gr. filetto di merluzzo
100 gr. pancetta
100 gr. chorizo (salame spagnolo)
150 gr. piselli freschi sgusciati
4 pomodori medi
2 peperoni rossi
1 peperone verde
2 cipolle rosse
4-5 spicchi d’aglio
olio d’oliva extravergine
sale
2 prese di zafferano in stimmi o in polvere
1 presa di pepe di Caienna
2,5 dl. vino bianco secco
2,5 l. brodo di pollo
prezzemolo e due limoni per guarnire

Scaldate abbondante olio nella paellera e soffriggetevi le cipolle tagliate a pezzettini. Aggiungete i peperoni tagliati a dadini e l’aglio tritato abbastanza fine e lasciate soffriggere ancora qualche minuto.
Aggiungete il chorizo e la pancetta a dadini e quindi i pomodori sbollentati, spellati e tagliati a pezzetti insieme al pepe di Caienna. Mescolate e lasciate cuocere per circa 5-10 minuti a fuoco medio.
Aggiungete il riso, alzate un po’ la fiamma e mescolate bene.
Versate il vino bianco, mescolate e lasciate evaporare l’alcol.
Insaporite con lo zafferano mescolando bene per dare al riso un bel colore giallo uniforme.
Poggiate le cozze sul riso e mescolate delicatamente.
Aggiungete i piselli e, subito dopo, 4-5 mestoli di brodo bollente che dovrà coprire il riso.
Cuocete il riso a fiamma medio/alta fino a cottura quasi ultimata aggiungendo brodo di tanto in tanto se il riso si asciuga troppo.
Aggiungete i calamari tagliati ad anelli e il filetto di pesce a pezzi grossi e spingeteli delicatamente nel riso senza smuoverlo troppo. Aggiungete altro brodo se necessario.
Circa tre minuti prima che il riso sia pronto aggiungete alla paella i gamberoni privati di testa, carapace, zampe e filo intestinale e sciacquati. Poggiateli sul riso e girateli in modo che cuociano da entrambi i lati. Se non volete rischiare di cuocerli troppo potete anche saltarli brevemente in padella con un po’ d’olio e aggiungerli alla paella una volta rimossala dal fuoco. Insaporite eventualmente con un po’ di sale.
Spegnete la fiamma e lasciate riposare per 5 minuti.
Servite la paella guarnita con prezzemolo tritato e fette di limone.

ENGLISH

A classic traditional Spanish dish, paella is originally from Valencia, a city on the East coast of the country. The original version called paella valenciana involves the use of flat green beans, meat (mainly chicken and rabbit), white beans and snails, but there are many variations that include only fish, crustaceans and molluscs (paella marinera) or meat and fish together (paella mixta).
The wide, shallow pan used to prepare this recipe is the paella, also called paellera. Spaniards are quite divided about the right name for this beautiful cooking instrument: some prefer paella and some others argue that the correct name is paellera. The Real Academia Española, the official institution that takes care of setting the rules for the Spanish language, accepts both. For clarity in the recipe we use the term paella for the dish and paellera for the pan.
When looking for one to buy, select it possibly with a thick enough bottom to promote uniform cooking of the rice without burning it. This has to happen in such an way that the rice is no longer stirred after a first, initial stir so as to form that delicious crust on the bottom of the pan that, together with the perfect cooking of all the ingredients, characterizes a really well done paella.
This version by Oliver, a friend from the Spanish Canary Islands, is a paella mixta, with meat and fish together. The chorizo ​​used here is the classic Spanish pork sausage characterized by a uniform red colour even in the fat parts since the meat and fat mixture has been flavoured and “coloured” with pimentón, red smoked pepper powder, or more or less spicy paprika.
The use of fish, crustaceans and molluscs makes the preparation a little more delicate than a paella with just meat as it is necessary to avoid overcooking the prawns that would otherwise become unpleasantly flaky. Add them when the rice is almost cooked calculating about three more minutes on the stove. Also for cod and squid it is preferable to avoid too long a cooking time (4 to 5 minutes maximum). Oliver cooks the mussels long enough to ensure that the rice absorbs their juices and flavour even better.
The video has Italian subtitles only but you’ll get what we mean by looking at the images and following the written recipe you find here.

Oliver’s paella

Serves 4-6:

250 g rice for paella or risotto
20 raw mussels in their shells
250 gr. fresh clean prawns (without head, shell and intestines)
3-4 large cleaned squid
150 gr. cod fillet
100 gr. bacon or pancetta
100 gr. chorizo ​​(Spanish sausage)
150 gr. fresh shelled peas
4 medium tomatoes
2 red peppers
1 green pepper
2 red onions
4-5 cloves of garlic
extra virgin olive oil
salt
2 pinches of saffron stigmas or powder
1 pinch of Cayenne pepper
2,5 dl. dry white wine
2,5 l. chicken stock
two lemons and flat-leaf parsley for garnishing

Heat plenty of oil in the paellera and fry the chopped onions in it. Add the diced peppers and the finely chopped garlic and fry for a few more minutes.
Add the chorizo, the bacon or pancetta and the blanched, peeled and diced tomatoes together with the Cayenne pepper. Stir and cook for about 5-10 minutes on a medium heat.
Add the rice, raise the heat a little and stir well.
Pour the white wine, stir and allow the alcohol to evaporate.
Season with saffron, stirring well to give the rice a beautiful, uniform yellow colour.
Place the mussels on top of the rice and stir gently.
Add the peas and, immediately after, 4-5 ladles of hot stock which will have to cover the rice completely.
Cook the rice on a medium / high flame until almost cooked, adding stock from time to time if it gets too dry.
Add the squid cut into rings and the fish fillet into large pieces and push them gently into the rice without moving it too much. Add more stock if necessary.
Add the prawns to the paella about three minutes before the rice is ready. Lay them on the rice and turn them so that they evenly cook on both sides. If you don’t want to risk overcooking you can also briefly sauté them in a pan with a little olive oil and then add them to the paella once you take it from the fire. Season with a little salt if necessary.
Turn off the heat and let the paella rest for 5 minutes.
Serve garnished with chopped parsley and lemon slices.

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Videoricetta: spadellata di riso al profumo di mare

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Era un bel po’ che non si spadellava qui sul blog, e così, in un giorno qualsiasi, mi sono autosuonata la… Svegliaaaaaa!!!
Una classica videoricetta, la cosa più ovvia per noi Cimedirapa..
Un po’ meno ovvio il contenuto. Ma in un’oretta e mezza ce la si fa.
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Ok, dosi x 4 persone:
una decina di mazzancolle
una decina di scampi
una decina di pomodori ciliegini
una decina di chicchi di riso… Aahahahah! No, di riso 350 gr  (in questo caso è riso Venere)
2 gallinelle
sale grosso
olio e.v.o.
1 spicchio d”aglio
1 limone non trattato

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Le gallinelle saranno ridotte in tranci, teste e lische saranno messe a bollire in acqua e in quell’acqua, adeguatamente filtrata, sarà cotto il riso, con un pizzico di sale grosso, e scolato al dente.
In padella ci vanno i pomodorini tagliati a metà, l’olio e lo spicchio d’aglio per ca 5 minuti. Togliete l’aglio e mettete gli scampi, li sfumate con 2 dita di vino bianco e una volta cotti li togliete dalla padella. Spegnete il fuoco, toglieteli dalla padella,puliteli e teneli da parte, tenete da parte anche le teste le teste. Accendete il fuoco e schiacciate le teste in padella (guardate il video se non comprendete bene il senso di questa operazione). Poi in padella le mazzancolle, stesso procedimento degli scampi. Ora è il momento dei tranci di gallinella, metteteli a cuocere in padella. Aggiungete il riso, cuocete e lasciate insaporire per 25 min a fuoco baaaaaassisssssssiiiimo. Ora potete aggiungere gli scampi e le mazzancolle. Girate, spegnete e lasciate riposare in padella. Componete il vostro piatto senza dimenticarvi di grattarci su un po’ di scorza di limone.
Gnammete!
E… buona visione!

¡Que viva España! Seconda puntata: come si prepara la paella valenciana

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Trovo estremamente noiosa e triste la didattica pura.
In ogni circostanza la strada della vita non è una linea retta, ma  un percorso  decisamente vario, che attraversa paesaggi, che delinea curve, movimenti, salite, discese, che incontra pioggia, vento, meravigliosi tramonti, nuvole grigie, scintillanti giornate, notti stellate, buio improvviso, vallate profonde, vette maestose, mari solenni, deserti placidi, boschi profumati…
Chiunque si avvicini all’ arte di cucina, dove per arte  intendo anche 2 uova in padella, racconta di sé.
La sua creazione è sempre personale e unica. Ed ha una storia. Io racconto queste storie. Sono una cantastorie, narro di ciò che mi piace preparare, ciò che mi piace mangiare, narro delle persone a me care, condivido con loro la mia modesta esistenza e le ringrazio per darmi l’opportunità di filmare, di ascoltare, di imparare, di condividere la tavola con loro. Ogni piatto che ci piace ha una storia che si lega alla nostra vita, e ne diventa parte.

Teresa, Lucia, Mariella, Renata e la sottoscritta nel giorno della paella.

Teresa, Lucia, Mariella, Renata e la sottoscritta nel giorno della paella.

Per me una ricetta non è didattica, è un racconto, una storia, e…. perché no, talvolta una fiaba…
C’era una volta un.. RE!
Il suo nome è Dario, che di regale già ha tanto, come nome..
Chi frequenta questo blog ha imparato a conoscerlo. Dario cucina. Perché gli piace. E cucina benissimo.
l’ho visto stanco Dario, dopo aver passato tutta la mattinata in cucina per preparare la paella valenciana.
E di domenica forse anche Dario avrebbe voluto riposare, ma…  Il racconto è nel video.. Videoricetta, ma soprattutto storia.
C’era una volta un RE…

Paella Valenciana
Dosi x 10 persone

ingredienti:
olio e.v.o.
2 cipolle
6 spicchi d’aglio.
8 fusi di pollo
8 salsicce di maiale
8 fette di lonza di maiale
4 peperoni grigliati privati della buccia e dei semi
fagiolini lessi (oppure piselli e fagioli)
misto mare (seppioline, calamari, gamberi, scampi, cozze)
riso (8 tazzine da caffè)
paprika piccante (un pizzico)
zafferano (almeno 7 bustine)
brodo
vino bianco secco

Preparazione:
nella paellera olio evo, cipolle tritate e fusi di pollo. Rosolate i fusi aggiungendo vino bianco un paio di volte, giusto mezzo bicchiere per volta.
Togliete i fusi quando la carne è morbida e si stacca dall’osso. Puliteli, tenendo solo la carne a pezzetti priva della pelle. Teneteli da parte. Nel frattempo mettete in paellera la salsiccia tagliata a pezzetti e la carne tagliata a pezzetti. Stesso procedimento dei fusi. Unite di nuovo i pezzi di pollo. Aggiungete i peperoni sfilettati, lasciate cuocere con la carne fino a quando i peperoni non si saranno praticamente sciolti, ne rimarrà giusto qualche traccia. Unite i fagiolini lessi secondo gradimento, Dario ne mette una ciotola. Cuocete per una quindicina di minuti. Togliete poi tutto dalla paellera, lasciando solo il fondo. Mettete in paellera l’aglio e un filo di olio evo.
Aggiungete gli scampi, cuocere per qualche minuto, poi il resto del misto mare..
Cuocete ancora. Completata la cottura togliete il misto mare dalla paellera, ed è la volta del riso. Versatelo e tostatelo col fondo di cottura e un po’ di vino, che sfumerà.. Aggiungete i primi 2 mestoli di brodo di carne o vegetale, filtratissimo, nel quale avrete diluito lo zafferano. Quando il riso avrà assorbito i primi 2 mestoli, versate in paellera la carne, girate col riso, versate il pesce, amalgamate bene il tutto e continuate con i mestoli di brodo, rimescolando continuamente la paella. Controllate la cottura del riso, che non sia troppo cotto! Rimane un po’ “lento” con gli ultimi 2 mestoli di brodo. A questo punto dovete passare la paella nel forno perché si formi sulla superficie una leggera doratura e crosticina.
Che buona, mamma mia!
Il video è un po’ lungo considerando che il procedimento comprende diverse fasi, ma è davvero efficace.
BUONA VISIONE!

Signori ai fornelli. Videoricetta: Paccheri con coda di rospo e scampi

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E’ da qualche mese che “minaccio” Antonio.
:-) mi spiego meglio: da qualche mese sono pressoché stanziale nella cucina dei miei amici Katia e Antonio  e  ho  visto, e soprattutto magnato, di tutto di più.  Ogni volta ho apprezzato la bravura e la competenza di Antonio in cucina,   e gli ho fatto una promessa-minaccia: prima o poi sarò armata di telecamera. Il risultato (il primo risultato) è questa videoricetta in cui Antonio prepara un sugo profumatissimo per i paccheri: coda di rospo e scampi.
Una grande conoscenza di 2 territori regionali, la sua Calabria e la Puglia, fa sì che Antonio riesca a spaziare con molta disinvoltura, viste le sue doti naturali,  tra le tipicità gastronomiche delle 2 regioni.
Ma… MAI, MAI dimentica…

…..  di “benedire” i suoi manicaretti con il
peperoncino fresco piccante calabrese,
in dosaggi variabili a secondo di chi siederà a tavola ( certi non riescono a gestire bene il “piccantino”). D’altronde Katia (pugliese ) mi ha detto che ormai va pazza per il peperoncino, lo mangia a morsi, sic et simpliciter, e questo è amore! :-) Chiaramente per avere scorte industriali di peperoncino calabrese fresco, a casa loro è stata destinata all’uopo una parte del freezer!!
Tornando alla coda di rospo..

Gli ingredienti per una decina di persone sono:
3 kg di coda di rospo (da pulire)
una decina di scampi
1 kg di paccheri
2 barattoli di polpa di pomodoro a pezzettini
una decina di pomodori ciliegini
olio e.v.o.
aglio 3 spicchi
prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
sale
peperoncino piccante calabrese fresco :-))
Procedimento:
Tagliate gli spicchi d’aglio molto, molto sottili ( Antonio ne aggiunge anche uno intero, che poi toglie), tritate il prezzemolo, tagliate il peperoncino, i pomodori ciliegini. Il tutto va in una casseruola con abbondante olio e.v.o.
Appassite per qualche minuto sul fornello, quindi mettete in casseruola testa e lisca della coda di rospo (che vi ricordo è anche chiamata rana pescatrice) e cuocete, sfumando col bicchiere di vino bianco, fino quando i  rimasugli di pezzi di polpa che sono su testa e lisca si staccano, magari aiutatevi con una forchetta o un cucchiaio per recuperarli. Buttate testa e lisca che non vi servono più e aggiungete in casseruola la polpa netta della coda di rospo. A questo punto in una coppa mettete la polpa di pomodoro dei 2 barattoli e aggiungete acqua riempiendo 2 volte il barattolo vuoto (Antonio dice: 2 barattoli di pomodori, 2 barattoli d’acqua, 3 barattoli di pomodori, 3 barattoli d’acqua e così via, quindi regolatevi così). Versate il tutto nella casseruola. Continuate la cottura per circa 2 ore, poi aggiungete gli scampi e proseguite con la cottura per circa un quarto d’ora. Infine arrivano i paccheri, cotti in abbondante acqua salata, scolati per bene e uniti al sugo in casseruola da cui  avrete tolto gli scampi per poi aggiungerli al piatto da portata o individuale . Buon appetito e buona visione della preparazione in video step by step!

Me gusta: Terranima

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Un incontro davvero sorprendente quello con Terranima, a Bari.
Piero Conte, il gentilissimo titolare, qualche tempo fa mi chiese un appuntamento per parlare un po’ dei nostri interessi comuni: aveva dato un’occhiata al lavoro delle Cime e gli era piaciuta la nostra passione per la Puglia (vabbè, siamo di parte  :-)).. ) . Mi disse che avrei trovato il Terranima a Bari, in via Putignani, mitica e storica via di Bari cara a  noi Cime per tantissimi motivi: in primis Nicoletta ha vissuto a Bari in via Putignani, poi lì c’era e c’è uno dei nostri cafè -wine -taralli – olive – bruschette et affini – bar più amati, il Batafobrle, in via Putignani giusto all’angolo con via Quintino Sella, la via dove IO ho vissuto per anni ed anni a Bari, a casa di mammà!  Nel Batafobrle Cima ollandica et moi abbiamo passato ore ed ore ed ore della nostra gioventù a…ehm.. devo dirlo…cazzeggiare). Io davvero non sono riuscita inizialmente però ad “inquadrare” l’esatta collocazione logistica del Terranima, complice sicuramente la mia demenza senile progressiva.. :-)) Vabbè che vi devo dire, giungendo in loco ho scoeprto che il Batafobrle e il Terranima sono praticamente la stessa cosa, e Piero Conte è il proprietario di entrambi. Immaginate la mia espressione quando, davvero dopo una vita, sono entrata al Batafobrle e ho rivisto la meravigliosa campana di vetro contenente una coloratissima e folkloristica statuetta di San Nicola che Nicoletta ammirava ogni volta estasiata più di 20 anni fa!!! Commovente, mi è quasi sembrato di rivederci lì, sedute, a ridere come 2 ebeti mentre tra un tarallo e l’altro sporcavamo con immondi disegnazzi il guestbook del locale.. Wine bar e ristorante sono assolutamente imprescindibili l’uno dall’altro e collegati tra loro all’interno. L’arredo di entrambi, curatissimo fin nei minimi dettagli, si riassume in una sola parola: Puglia, che è anche la parola chiave dei percorsi enogastronomici proposti al Terranima.
Gli ingredienti dei piatti, sapientemente interpretati ed accostati, sono tutti rigorosamente pugliesi così come i vini. Infine, last but not least, è stato per me un piacere aver conosciuto al Terranima  Georgia Colombo la cui passione per il suo lavoro, unita alla sua gentilezza e competenza, spaziano dall’accoglienza ai clienti al suo sguardo attento alla cucina, alla scelta delle materie prime, alla rielaborazione delle stesse nei piatti sorprendentemente originali ma allo stesso tempo semplici e genuini.
Per voi il video del Terranima, dalle Cime che tutto filmano e a cui nulla sfugge! :-))

Sapore di Mare: Nicola Cinquepalmi prepara i gamberi in salsa d’ arancia

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Lo chef Nicola Cinquepalmi dell’ Osteria Varvamingo  a Torre a Mare  (Ba) ci propone dei gamberi freschissimi , chiamati  “violette di Gallipoli” (Le), in una deliziosa rivisitazione di un piatto vintage: il famigerato cocktail di gamberi. A noi Cime, ormai si sa, piace il vintage, ma le rivisitazioni, quando sono così ben rivisitanti :-)), ci piacciono ancora di più! Molto estivo,  profumato, fresco, e molto, molto buono.
Parola di Cime.
Per voi, il video della preparazione.
Buona visione!

Terra e mare my way: gamberoni e n’duja/Surf&Turf my way: prawns and n’duja

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Ieri sera avevo voglia di qualcosa di un po’ diverso da quello che mi cucino di solito. Non che faccia sempre le stesse cose, quello no, però avevo voglia di essere più sperimentale di quanto già non sia. :)
E sempre all’insegna dell’improvvisazione, perché a me piace improvvisare con quello che ho in frigo e provare combinazioni anche abbastanza atipiche come questa: gamberoni e n’duja, la buonissima pasta di salame e peperoncini piccanti calabrese.

Avevo dei gamberoni Black Tiger già sgusciati e puliti nonché un mazzo di cipollotti e due zucchinone biologiche in frigo e il risultato del mix è questo: un bel terra e mare piccante che mi sono goduta con due bicchieri di Villa Antinori Bianco ben freddo.
Mescolando ingredienti che non rappresentano la classica combinazione perfetta ne è venuto fuori un piatto davvero accattivante che mi ha positivamente sorpresa. La ricetta?
Eccola qua.

Terra e mare My Way

Per 2 persone

300 gr. di gamberoni Black Tiger sgusciati e privati del filo intestinale
1 cipolla rossa di media grandezza
2 spicchi d’aglio
2 cucchiai da tavola di n’duja
6-7 cipollotti primavera
2 zucchine grosse o 4 piccole
olio evo
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
1/2 bicchiere di vino bianco secco

Sbucciare la cipolla e tagliarla a rondelle non troppo spesse. Friggerla in un po’ d’olio d’oliva insieme all’aglio sbucciato e tagliato a fettine. Una volta ben cotta, caramellare leggermente aggiungendo lo zucchero e facendola asciugare un po’ se ancora molto umida.

Spuntare le zucchine e tagliarle a metà per il lungo, quindi farle a fette.
Aggiungerle alla cipolla e farle cuocere coperte finché sono ancora un po’ al dente.
Aggiungere i cipollotti tagliati a pezzi lunghi circa 3-4 cm insieme alla n’duja e far cuocere il tutto per un altro minuti mescolando regolarmente.

Aggiungere poi i gamberoni, regolare di sale e farli cuocere al massimo 3 minuti in tutto, mescolando di tanto in tanto. A circa un minuto da fine cottura sfumare con il vino bianco e farlo evaporare mescolando bene.

Servire con riso basmati al vapore.

ENGLISH

Yesterday evening I felt like making something different from the usual stuff I cook. Not that I always cook the same things but I felt more experimental than usual.
I love to improvise with what I have in the fridge and to try unusual combinations like this one: prawns and n’duja, the wonderfully tasty hot salami paste with red chili peppers from Calabria.

In the fridge I had some Black Tiger prawns already de-shelled and de-veined plus a bunch of spring onions and two big organic courgettes. This is the end result of my little experiment: a nice and hot surf & turf dish that I’ve enjoyed with two glasses of cold Villa Antinori Bianco.
Mixing together ingredients that are not exactly an obvious combination I managed to create a captivating dish that really surprised me. The recipe?
Here it is.

Surf & Turf My Way

Serves 2

300 gr. clean Black Tiger prawns
1 middle-sized red onion
2 cloves of garlic
2 tablespoons of n’duja (hot salami-chili paste from Calabria)
6-7 Spring onions
2 big courgettes or 4 small ones
e.v. olive oil
1 teaspoon of brown cane sugar
1/2 glass dry white wine

Peel the onion and cut it in rings (not too thick). Fry them in olive oil together with the peeled ad sliced garlic. Once the onion is well cooked (soft and glazy), caramelize it lightly by adding the sugar and let it cook a bit further if it’s still too wet.

Remove and discard the ends of the zucchini. Cut the zucchini lengthwise in halves and then slice them not too thinly.
Add the courgette slices to the caramelized onion and let them cook with the lid on the pan until reasonably tender (they have to be still a bit al dente).
Add the Spring onions cut in chunks of about 3-4 cm and the n’duja. Let everything simmer for another minute stirring regularly.

Add the prawns, season with salt and cook further for a maximum of 3 more minutes, stirring from time to time. About one minute before ending the cooking process add the white wine, stir and let it evaporate.

Serve with steamed basmati rice.