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Scarcelle pasquali / Easter cookies from Puglia

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Le scarcelle sono teneri e bellissimi dolci pasquali pugliesi che vengono sagomati in forme molto diverse – cestini, pulcini, ghirlande, campane di Pasqua, agnellini, uova – spesso come semplici biscotti e a volte ripieni di marmellata e pasta di mandorle, e in quest’ultima versione sono davvero irresistibili.

Essendo cresciuta in Puglia da piccola le mangiavo quando amici dei miei ce le portavano in regalo dal Salento e, come tutti i bambini,  le adoravo per le forme carine e anche per le decorazioni, fatte con glassa bianca e “perline” di zucchero croccante argentate o coloratissime.
L’anno scorso le ho fatte per la prima volta perché ho deciso di inserirle nel mio libro “Cucina di casa mia” – questa è la ricetta che compare nel libro – e mi sono di nuovo piaciute davvero tanto.
In questa versione  non sono stucchevoli – io le faccio senza glassa – e hanno quel buon saporino dato dalla buccia di limone e d’arancia grattugiata che le rende ancora più appetitose. E poi fanno tantissima allegria!
Fatene un bel po’ e regalatele ad amici e parenti com’è tradizione in Puglia nel periodo della settimana santa.

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Consiglio: per ottenere delle belle forme potete usare dei tagliabiscotti piuttosto grandi oppure disegnare le figure desiderate su cartoncino, ritagliarle e poi poggiare le sagome sulla pasta per tagliare quest’ultima in modo più preciso. Io ho usato semplicemente una rotella tagliapasta. Quelle che vedete fotografate dal food photographer olandese Jan Bartelsman per il mio libro sono state tagliate con  precisione architetturale del solito, mitico amico Claudio Varone che mi ha aiutato nella preparazione di alcuni dolci da fotografare quando cucinavo per il libro. :)

Scarcelle pasquali

Preparazione: 20 minuti
Tempo di riposo: 40 minuti
Forno: 20-25 minuti

Per 5-6 scarcelle

500 g di farina tipo ’00 ‘+ un po’ di farina extra
7 g di lievito in polvere istantaneo
200 g di zucchero
1 dl di olio extravergine d’oliva
2 + 1 uovo
5 cucchiai di latte
scorza grattugiata di 1 limone
scorza grattugiata di 1/2 arancia
1 pizzico di sale
5-6 uova sode
palline di zucchero colorate o perline di zucchero argentate

Preriscaldate il forno a 180 ° C.
Mescolate bene farina e lievito poi aggiungete lo zucchero, l’olio d’oliva, 2 uova, il latte, la scorza di limone e d’arancia e un pizzico di sale.
Impastate tutti gli ingredienti insieme, possibilmente nel mixer con lo speciale gancio per la pasta. Se l’impasto è troppo duro, aggiungete qualche cucchiaio di latte e impastate ulteriormente. Se invece l’impasto risulta appiccicoso aggiungete un po ‘di farina.
Lasciate riposare per 40 minuti nella ciotola coperta con pellicola trasparente e tenuta al caldo. Nel frattempo, rassodate 5-6 uova e lasciatele raffreddare.
Spolverate il piano di lavoro con della farina e stendete la pasta con il mattarello a circa 8 mm – 1 cm di spessore. Tagliate le forme desiderate (ca. 15 x 13 cm) e posizionate le scarcelle su una teglia ricoperta di carta forno.
Preparate delle strisce o delle piccole trecce con i ritagli di pasta facendo in modo che siano abbastanza lunghe da permettervi di fissare le uova sode alle scarcelle.
Mettete un uovo sodo su ogni scarcella e fissatelo con due strisce o treccioline applicate in modo da incrociarsi (vedere le foto). Premete bene le estremità in modo da far aderire le striscioline alle scarcelle.
Sbattete un uovo e spennellatevi le scarcelle utilizzando un pennello da cucina. Guarnite con le perle di zucchero colorate o argentate che aderiranno all’uovo.
Infornate le scarcelle per 20 minuti o fino a quando risulteranno ben dorate.

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ENGLISH

Scarcelle are lovely Apulian Easter cookies with different shapes – baskets, chicks, garlands, Easter bells, little lambs, eggs – often prepared as plain biscuits and sometimes filled with jam and almond paste. In this version I find them truly irresistible.

Growing up in Puglia I used to eat them when I was a child and some friends of my parents’ brought them as a gift from the Salento area. Like all kids, I loved them for their pretty shapes as well as for the decorations, made with white sugar frosting and little crunchy silver or multicoloured sugar “beads”. Nowadays I love them because they taste great and because they remind me of my childhood.
Last year I made them for the first time when I decided to feature them in my cookbook “Cucina di casa mia” – the recipe you find here is the one from the book – and once again I enjoyed them very much.
In this version they are not super sweet – I don’t use the white, sugary icing – and have that lovely taste given by the grated lemon and orange peel which makes them even more appetizing. And they’re so colourful and happy-making!
Prepare lots of them and give them to friends and family as it’s traditionally done in Puglia during Holy Week.

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Tip: to make beautiful, regular shapes you can use large cookie cutters or you can draw the desired silhouettes on thin cardboard, cut them and then place them on the dough to cut it more neatly. I simply used a pasta wheel cutter. The scarcelle you see photographed by Dutch food photographer Jan Bartelsman for my book have been cut with architectorial precision by Claudio Varone, my friend and mythical companion of culinary experimentations who helped me to prepare some of the sweets when cooking for my cookbook. :)

Scarcelle (Apulian Easter cookies)

Preparation: 20 minutes
Resting time: 40 minutes
Oven: 20-25 minutes

For 5-6 scarcelle

500 g plain flour  + a little extra
7 g instant baking powder
200 g of sugar
1 dl of extra virgin olive oil
2 + 1 eggs
5 tablespoons milk
grated zest of 1 lemon
grated zest of 1/2 orange
1 pinch of salt
5-6 hard-boiled eggs
coloured sugar beads

Preheat the oven to 180 ° C.
Mix flour and baking powder, then add the sugar, the olive oil, 2 eggs, milk, lemon and orange zest and a pinch of salt.
Mix all ingredients together, preferably in a blender with a special dough hook. If the dough is too stiff, add a few tablespoons of milk and mix further. If it’s too sticky, add a little extra flour.
Live to rest for 40 minutes inside the bowl covered with cling film and keep warm. Meanwhile, boil 5-6 eggs and let them cool.
Dust the working surface with flour and roll out the dough with a rolling pin to a thickness of about 8 mm – 1 cm. Cut the desired shapes (approx. 15 x 13 cm) and place your scarcelle on a baking sheet covered with baking parchment.
Prepare enough strips or small braids with the scraps of dough and make sure they are long enough to allow you to secure the hard-boiled eggs to the scarcelle.
Place one egg on each scarcella and secure it with two strips or braids of dough crossing each other (see photos). Press the ends well so that they adhere to the scarcelle.
Beat an egg and brush the scarcelle with it using a pastry brush. Decorate with coloured or silver sugar beads that will stick to the beaten egg.
Bake the scarcelle for about 20 minutes or until they are golden brown.

¡Que viva España! terza ed ultima puntata: la torta Santiago di Renata

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La miniserie ¡Que viva España! termina qui. (prima puntata la sangria di Fatina, seconda puntata: la paella )
Renata, che è stata gentilmente invitata, visti i suoi “colori”, ad impersonare la nostra icona di stile del giorno della paella, non solo si è dovuta presentare rigorosamente spagnoleggiante e non solo si è prestata ad un incredibile intro nel video della paella, ma ha anche portato il dessert. Ha preparato la torta Santiago e una torta fruttata. Per me che vado matta per le mandorle la Santiago, che prende il nome dalla città spagnola  che nisciun di noi ha mai visitato, Santiago de Compostela, è una roba deliziosa. Con tanto di croce dell’Ordine di Santiago scavata nello zucchero a velo!… Facile e veloce da preparare e..Sparita in un amen, olé!

Renata rassegnata ad impersonare La Spagnola nel giorno della paella. ¡Que viva España!

La ricetta è più che semplice:
ingredienti:
mandorle spellate 250 gr
zucchero 250 gr
4 uova

Polverizzare lo zucchero, tritare le mandorle. Unire le uova a mandorle e zucchero, Amalgamare bene il tutto.
Mettere il composto in una teglia,preferibilmente del tipo a cerniera. Infornare a 180° per 25/30 minuti.
Quando è raffreddata,  sulla superficie  zucchero a velo.

Crostata di farro con olio e.v.o. arance e frangipane di mandorle

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Marina Iacobone (50%  di Amula Cucina Creativa di cui l’altro 50% è Lello Romito), è stata FINALMENTE in una delle “meravigliose” cucine baresi delle Cime Di Rapa!  Catturata, rinchiusa in cucina, è stata liberata dopo qualche ora dietro pagamento di riscatto consistente in una videoricetta. :-))
Con questo rapimento le Cime hanno guadagnato una squisita crostata di farro con olio e.v.o, arance e frangipane di mandorle , la cui preparazione siamo in grado di mostrare a voi tutti! E con grande dispiacere devo dire che la fetta di crostata l’ho guadagnata solo io perchè la mia socia Cima è tornata in Olanda dopo i nostri recenti successi (ahahahah) televisivi a Telenorba.. Le ultime notizie che ho la riportano con la mano slogata a causa delle  migliaia di autografi firmati all’aeroporto di Bari, come me del resto, che non posso fare 2 passi in centro a Bari e ho consumato già 20 penne a sfera! Guarisci presto socia, che ne dovremo firmare altri!  :-)))

E torniamo alla nostra crostata, ecco ingredienti e procedimento e infine la gustosissima videoricetta!
Crostata di farro con olio evo arance e frangipane di mandorle.

Ingredienti:

Per la frolla:
330 gr di farina 00 oppure 200 gr di farina integrale bio e 130 di farina di farro
200 gr di farina di riso
scorza di 1 limone bio grattugiata
1 pizzico di sale
250 gr olio evo
50 gr acqua
80 gr di tuorli (4)
200 gr zucchero integrale di canna
Procedimento:
frullare tuorli ed acqua aggiungendo l’olio a filo, quando l’emulsione è ben soda, metterla in frigo. Settacciare le 3 farine, porre al centro della fontania lo zucchero, un pizzico di sale e il limone. Versare l’emulsione, impastarla prima con lo zucchero, incorporare  quindi la farina, fare un panetto e porlo in frigo per 30 minuti.
Rilavorare la frolla, e stenderla in una tortiera bucherellando il fondo, poi spennelare con una marmellata (noi abbiamo usato una marmellata di limoni) e stendere il frangipane.

Frangipane di mandorle all’olio d’oliva evo
Ingredienti:
125 gr di farina di mandorle non spellate oppure 125 gr di mandorle da tritare
125 di zucchero intergale di canna
125 gr di burro oppure 104 gr di olio evo e 20 gr di acqua
125 gr di uova (2), 50 gr di farina 00
8 gr di limoncello (o grand marnier)
2,5 gr di scorza d’arancia grattugiata.
Procedimento:
Lavorare la farina di mandorle con lo zucchero, aggiungere l’olio evo a filo con l’acqua e le uova, poi la farina e gli aromi. Lavorare con la frusta elettrica.  Riempire la crostata col frangipane e cuocere a 200 gr per 30 min circa.
Far raffreddare la crostata prima di decorarla.


Glassa
Ingredienti:
succo di limone
2 chucchiai di zucchero
2 cucchiai di miele
4 arance

Procedimento:
far ciogliere a fiamma bassa lo zucchero e il miele e passare per pochi minuti le fette d’arancia.
Raffreddare e decorare la crostata con le fette d’arancia e lo sciroppo.

… e per concludere: un servizio fotografico non manca mai! (in foto: Marina soddisfatta immortala la sua “creatura”) :-))
Sarà una preparazione davvero semplice se seguite Marina nella videoricetta!
Buona visione!

Spelt orange tart with extra virgin olive oil and almond flour frangipane

At last we did it! :-) We kidnapped our friend Marina Iacobone and as a ransom for her release we asked the video recipe of a dessert :-)) I’m joking!… As a fact Marina works with Lello Romito, they are both chef and they have a cooking company: Amula Creative Cooking. We  appreciate so much their work, and we thank them for this veryveryvery nice spelt orange tart with extra virgin olive oil and almond flour frangipane.
Ok, so you get the recipe and the video, and if you follow Marina step by step it will be so easy for you to prepare this delicious tart!
Enjoy!

Spelt orange tart with extra virgin olive oil, oranges and almond flour frangipane

 Pastry:

330 grs  00 flour or 200 grs organic wholemeal flour and 130 grs  spelt flour
200 grs  organic rice flour
Grated  peel of 1 organic lemon
250 grs extra virgin olive oil
50 gr water
80 gr egg yolks (about 4)
200 gr mascobado sugar
Whisk egg yolks and water and drizzle the oil little by little until completely emulsified.Place in the fridge to set. Sift all the flour and add in the middle the sugar salt lemon skin and add the emulsion. Work it in the sugar first and then gradually incorporate all the flour.
Make a flat shape and refrigerate 30 mins.

Almond frangipane with extra virgin olive oil:
125 grs almond flour or unpeeled darl almonds
125 mascobado sugar
125 gr butter or  104 grs extra virgin olive oil
20 grs water
125 grs eggs (about 2)
50 grs 00 flour, 8 grs
limoncello (homemade lemon liqueur, or grand marnier)
2,5 gr grated orange zest
Work with an electric whisk the almond flour together with the sugar and add the olive oil and water, then the eggs little by little. And then the rest of the ingredients.
Work the dough to a pliable consistency and line a tart tin. Prick the bottom with a fork and brush some lemon jam at the bottom and sides. Fill the lined tin with frangipane and bake at 200°C for 30 mins or until golden. Leave the cake to cool.

Sauce:
Peel 4 oranges and slice them thinly.
In the meantime melt a couple of tablespoon of honey with some sugar ad lib and lemon juice and place the slices in the pan to slowly let them stew in the sauce.
When cool decorate the cake and brush the sauce onto it
And here it is, the video recipe!

Il frustingo (dolce natalizio tradizionale marchigiano)/ How to make frustingo (traditional Christmas dessert from Marche)

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Il colpo di grazia ce lo darà il frustingo, senza dubbio! Dopo aver prodotto ricciarelli toscani, pitta ‘mpigliata calabrese, torroni, cartellate , castagnelle pugliesi, biscotti natalini, siccome non ci facciamo mancare nulla, è il turno del frustingo, di cui vale la pena raccontare alcuni cenni storici: nato pare addirittura nel XIII secolo come piatto povero (e a noi Cime i piatti poveri piacciono assai), il nome deriva dal latino”frustum” che significa “pezzetto” “tozzo“, e pare che abbia addirittura una ventina di varianti di preparazione e nomi diversi su tutto il territorio marchigiano: ristingo, frustingo (Ascoli), frostengo (Macerata), pistingo (basso maceratese), bostrengo (nel Montefeltro e pesarese), frustingolo, addirittura viene chiamato anche “lu ficu ficoso“. :-)


Le varianti come vi ho scritto, sono tante. Ho scelto una variante detta “pistrincu di Ascoli“.
Ho avuto difficoltà nel reperire un paio di ingredienti: il tritello , e il cedro che sostituisco in ricetta con (non me ne vogliano i fieri Piceni!)  abbondatissima buccia di limone grattugiata, il tritello nel mio frustingo non ci sarà, mi regolerò col pangrattato. Per il resto..
Buon Natale dalle Marche a tutti voi!

E’ piaciuto anche al Prussiano! :-)) miaomiaomiaooo!

Frustingo (dosi per 6 persone)

Ingredienti:
1/2 kg fichi secchi
50 gr uva passolina
50 gr mandorle pelate e tostate
50 gr noci sgusciate
1 tavoletta da 80 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di pangrattato
buccia di 1 limone grattugiata
1 filo di vincotto di fichi (o d’uva, meglio, ma io ho quello di fichi e quello metto)
1 bicchiere d’olio e.v.o.

Tenere a bagno in acqua tiepida mezzo chilo di fichi secchi per una notte finché non saranno completamente ammorbiditi. Quindi tritarli e aggiungervi 50 gr di uva passolina ammorbidita in acqua tiepida e strizzata, 50 gr di miele, altrettanti di zucchero, la buccia grattugiata di un limone, il cioccolato fondente a pezzetti, un pizzico di noce moscata e cannella. Pelare e quindi tostare 50 gr di mandorle, tritare con altrettanti gherigli di noci, e unire al composto di fichi, aggiungere il pangrattato.  Lavorare lungamente il composto con 1 bicchiere d’ olio extravergine d’oliva e sistemarlo in una tortiera unta d’olio, cuocere in forno preriscaldato a 160°per circa 30 minuti. Servire a temperatura ambiente.
Ed ora… Buona visione!

Prima del video.. Devo un omaggio a Totò! Per girare questa videoricetta
ho vestito i panni del “pazzariello” , ho fatto tutto da sola:ho preparato il frustingo,
ho posizionato la telecamerina, ho inquadrato il tutto con alterne fortune,

ho editato il video, ho magnato il frustingo!
..E pensavo
: ma io sono la
versione blogger del “pazzariello”! :-)) 

Le note sul frustingo sono tratte dal sito: alimentipedia.it

Here it is for you one of my ever favourites: the frustingo, a traditional Christmas dessert from Marche. Scent of figs, lemon, honey, spices, chocolate… I can’t resist! But I live in Puglia, in the south ofItaly, and Marche region is so far from me so the only way to get a frustingo is.. to prepare it by myself! Here it is, the video recipe for frustingo. Enjoy it!

Frustingo (serves 6)

Ingredients:

1.1  lbs dried figs
1,7 oz roasted peeled almonds
1,7 oz raisins
1.7 oz peeled and roasted almonds
1,7 oz walnuts
honey 2 tablespoons
sugar 1 tablespoon
1 lemon peel
bitter chocolate
extra virgin olive oil about 1,7 oz
cinnamon a pinch
nutmeg a pinch
breadcrumb 1 tablespoon
bitter chocolate in pieces about 1,7 oz

Put the figs in a bowl, add lukewarm water, figs must be covered by the water. Then leave them in the bowl all night long, to reconstitute them.  Chop them and add raisins reconstituted in water, start to mix, then add grated lemon peel,   peeled and roasted crushed almonds, crushed walnuts, sugar, pieces of chocolate, honey, cinnamon, nutmeg. Add extra virgin olive oil little by little while  mixing well all ingredients. Then put the frustingo in an oven pan and cook it in a preheated oven at
325 F° for about 30 minutes until it looks golden. Serve it at room temperature. Buon appetito!

Ricciarelli/Tuscan almond cookies

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Le Cime di Rapa amano i dolci natalizi, basta vedere questo post, e poi questo, questo quiquest’altro ancora. :)
Da grande amante della Toscana quale sono ho recentemente aggiunto questi altri dolcetti natalizi tipicamente senesi al menu toscano della mia scuola di cucina ad Amsterdam, ovvero i ricciarelli.
Facilissimi da fare, i ricciarelli di Siena sono una garanzia di meravigliosa bontà con relativamente poco lavoro. Qui li vedete accompagnati dai loro cugini di Prato, i cantucci.

Fateli anche con un bel po’ di anticipo, potrete tranquillamente conservarli qualche settimana in una scatola di latta o in un vaso di vetro a chiusura ermetica. Diventeranno più secchi ma resteranno buonissimi.

Ricciarelli

Per 16-18 ricciarelli

Ingredienti:

240 gr farina di mandorle
100 gr zucchero semolato
100 gr zucchero a velo
3 chiare d’uovo (di uova di media grandezza)
1 bustina di zucchero vanigliato
la buccia grattugiata di 1 arancia biologica

Preriscaldare il forno a 160° C.

Mescolare brevemente nel robot da cucina la farina di mandorle con metà dello zucchero semolato.

Trasferire il composto in una ciotola e mescolare con il resto dello zucchero semolato, metà dello zucchero a velo (conservare l’altra metà), la buccia d’arancia e lo zucchero vanigliato.

Sbattere i bianchi d’uovo finché non sono ben montati a neve e mescolarli con il resto degli ingredienti.

Preparare dei biscotti con questo composto dandogli forma ovale e leggermente bombata e quindi passarli nel resto dello zucchero a velo.

Sistemarli su una placca da forno coperta di carta da forno e cuocerli per circa 10-12 minuti o finché non sono appena dorati.

ENGLISH

Cime di Rapa love Christmas sweets, just take a look at this (IT/EN), and then this (IT), this (IT) and this (IT). :)
Since I adore Tuscany I recently added these little Tuscan Christmas sweets typical from Siena to the Tuscan menu of my cooking school in Amsterdam. They’re called ricciarelli and you can actually eat them all year round, they’re too good to eat only at Christmas. >:)
Very easy to make, the ricciarelli from Siena are a guarantee of wonderful sweetness that can be obtained with very little effort.
In the photo above next to the Italian text you can see them accompanied by their “cousins”, the cantuccini cookies from another Tuscan city, Prato (for the recipe go here).

You can make them in advance, they’ll keep perfectly well for a few weeks if you put them in a tin box of a glass jar. They’ll get a little bit dry but will stay buonissimi.

Ricciarelli

Makes 16-18 ricciarelli

Ingredients:

240 gr. finely ground almonds
100 gr. sugar
100 gr. icing sugar
3 egg whites (medium-sized eggs)
1 bag vanilla sugar
grated zest of 1 organic orange

Pre-heat the oven at 160° C.

Shortly mix the ground almonds in the mixer with half of the quantity of normal sugar until slightly powdery.

Transfer the mixture in a bowl and mix with the rest of the normal sugar, HALF of the icing sugar, the grated orange zest and the vanilla sugar.

Beat the egg whites until very stiff and carefully mix them with the rest of the ingredients.

Make cookies from this mixtures giving them an oval or diamond-like shape and roll them in the rest of the icing sugar.

Lay them on an oven dish covered with baking parchment and bake them for about 10-12 minutes until slightly golden.

La pitta ‘mpigliata (dolce tradizionale della Calabria) / How to make pitta ‘mpigliata (traditional Christmas dessert from Calabria)

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C’è una canzoncina che martella e tritura abbondantemente le…orecchie durante le pause pubblicitarie in tivvù in questo periodo. La canzoncina è in uno spot che mi pare mostri  fette di improbabile panettone in mano a bimbi lieti, o qualcosa del genere, e comunque recita: a Natale puoiiii..  La mia personale rielaborazione del brano è presente nel natalizio, surreale e delirante video che ho girato durante la preparazione della pitta ‘mpigliata, squisito dolce della tradizione calabrese. Sono anni che covo questo momento. Ahhhh, i dolci… Mia croce, mio cruccio, mio limite.  Perciò quando la Fatina ha buttato lì, un giorno: ” perchè un pomeriggio di questi non ci riuniamo e prepariamo dolci di Natale?”  io ho IMMEDIATAMENTE risposto: “sì, ok, da me, faccio spazio sul tavolo da pranzo, lo riempiamo di: farinazuccheronocimandorlecioccolatofichisecchilimoniuvapassa, vadoalmercatocomprolafruttasecca dai dai daiiiiii!” e la Fatina “ok, ma cosa facciamo?” io: “TUTTO”.

Sì, tutto ma…2 cose avevo in mente, mi si paravano davanti agli occhi volteggiando alternativamente in un balletto natalizio: tortiere con le ali e le lucine contenenti 2 oggetti del desiderio: la pitta ‘mpigliata (grazie Calabria, per questo tripudio maestoso d’ogni bendiddio che vedrete in video!) e il frustingo (grazie Marche, per una vagonata di fichi secchi coccolati da un abbraccio di sapori da urlo, che è in lista per la tortiera!).

E così… In un primaverile (ahimè davvero!) pomeriggio di dicembre, ho avuto il piacere di avere con me la Fatina, Kung Fu Fighting (così da me ribattezzata visto l’approccio “energico” che ha con gli impasti), e Malombra ( la sua specialità è quella di abbassare il livello della frutta secca prima dell’utilizzo, subdolamente e in sielnzio, fingendo indifferenza ma tradita dal rumore involontario delle ganasce), al secolo Teresa, Mariella, ed Emma. Un breve (???..caffè, sigarette, blablabla..) briefing per lo studio di varie versioni della pitta (che nome di greca memoria, basta ciò a farmi venire l’acquolina) stampate da internet (siamo pugliesi, noi fabbrichiamo prevalentemente cartellate a zaffuni, ci approcciamo con umiltà a dolci & affini di altre regioni..), e il pomeriggio “pittato” ha avuto inizio!  Ci perdoni l’intera Calabria per eventuali errori, imperfezioni ma… Oh quant’ è bbbuona!

Pitta ‘mpigliata (noi abbiamo scelto questa ricetta)

Ingredienti

Sfoglia:
1 kg  di farina
1 bicchiere d’ acqua
1 bicchiere di vino
1 bicchiere di olio e.v.o.
1 bicchiere di zucchero
2 uova
1/2 bustina di lievito

Ripieno:
miele
cannella
scorza di 3 limoni
2 kg di noci
uva passa 300 gr

Procedimento

Unire farina zucchero e lievito, iniziare ad impastare aggiungendo l’acqua, poi il vino, sempre un poco per volta, continuare ad impastare, aggiungere le uova, impastare, infine l’olio, impastare fino a rendere l’impasto elastico. Farlo riposare un po’, coperto per non perdere l’umidità. Preparare il ripieno con le noci sminuzzate, la buccia grattugiata di 3 limoni, lo zucchero, il miele, l’uva passa precedentemente ammollata in acqua, e la cannella. Lavorare la pasta per la pitta con l’Imperia più volte, fino ad ottenere delle strisce sottili, rifinite sui bordi con la rotellina, sulle quali andrà il miele, distribuito per tutta la lunghezza della striscia, e il ripieno. Ripiegare in 2 e arrotolare le strisce ripiene, e disporte in una tortiera (sembrano delle rose). Cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti. Lapitta ‘mpigliata si può presentare tenendo unite le roselline con una base di sfoglia dai bordi rialzati che si spalma di miele (come se fosse un contenitore) dove si poggiano prima di infornarla,oppure così, senza base, come abbiamo fatto noi, diciamo..monoporzione. :-)

Uno dei passaggi del video (ehh, ce ne sono tanti..) davvero emozionante è quello in cui Malombra è costretta a disimpegnare le ganasce a causa di un problema che abbiamo avuto con l’Imperia di KFF, che litigava col mio tavolo e non voleva saperne di agganciarsi, e quindi è costretta ad occupare diversamente le ladre mani per tener ferma la macchina fabbricasfoglia…  La necessità aguzza l’ingegno..

Buona visione!

ENGLISH

I love southern Italian Christmas desserts, they are wonderful, rich in flavours and so simple at the same time. All ingredients are   from our countryside, no butter in them, instead we use extra virgin olive oil! In the South of Italy we have a great respect for traditions and  the Christmas dessert cooking session is one of our more ancient traditions. Southern grandmothers and mothers  used to prepare desserts for their family all together before Christmas so..  Here it is, a video made for you with my friends Mariella and Teresa and my sister Emma preparing the pitta ‘mpigliata, a traditional Christmas dessert from Calabria, and I am the camerawoman.
Enjoy it!

Pere al forno con ricotta e cioccolato/Baked pears with ricotta and chocolate

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Pere decane/Doyenné du comice (da/from agfsite.nl)

Esiste una stagione, culinariamente parlando, migliore dell’autunno?
Per me no: le castagne, i funghi, la selvaggina e compagnia bella sono impagabili. E le pere, che adoro e che sono già buone in estate, in autunno raggiungono il loro massimo.
Le mie preferite sono le Decane così belle tondette e succose, le amo talmente tanto che riesco a mangiarne anche tre una dietro l’altra. :)

Oltre che fresche appena sbucciate sono buonissime anche fatte al forno come in questa ricetta in cui la loro dolcezza naturale ben si abbina a quella della ricotta zuccherata – ma non troppo – e arricchita di perle di cioccolato e da pezzetti di buccia d’arancia candita. Pere e cioccolato è una combinazione divina che con l’arancia diventa ancora migliore.

Provatele, e se volete esagerare accompagnatele con un ciuffetto di panna montata però vi assicuro che sono buonissime anche così, “nude” e non più crude.

Pere al forno con ricotta e cioccolato

Ingredienti per 4 pp:

2 pere Decane mature
30 gr. di cioccolato fondente
20 gr. noci, nocciole o pinoli
125 gr ricotta
1 tuorlo d’uovo
due cucchiai di buccia d’arancia candita a pezzettini
20 gr. zucchero
burro
cacao in polvere
zucchero a velo
un po’ di liquore (per es. rum o grappa)

Sbucciare le pere e tagliarle a metà.

Tagliare via un piccolo pezzo di polpa da quello che sarà il “fondo” delle pere per creare una piccola base e farle stare dritte nella teglia.

Rimuovere i torsoli e un po’ della polpa per creare maggiore spazio per il ripieno all’interno delle mezze pere usando un cucchiaino o l’apposito scavino per palline di melone.

Mescolare ricotta, zucchero,  noci o nocciole macinate grossolanamente (oppure i pinoli interi), la buccia d’arancia candita, la cioccolata a pezzettini, il tuorlo d’uovo sbattuto e uno o due cucchiai di liquore.
Riempire le pere con questo composto.
Coprire una teglia con carta da forno e poggiarvi sopra le mezze pere.

Aggiungere un pezzettino di burro su ogni mezza pera, spolverare di zucchero a velo e mettere le pere nel forno preriscaldato a 180°Cper circa 15-20 minuti. Devono risultare ben dorate.
Servire tiepide guarnendo il piatto con un po’ di cacao in polvere (poggiare una forchetta sul piatto, spolverare di cacao e rimuovere la forchetta) ed eventualmente con un ciuffetto di panna.


ENGLISH

Culinary speaking for me there’s no better season than Autumn. Chestnuts, mushrooms, game… all the things I dream of during the rest of the year are available, at last. And pears, of course. I adore them and they’re already wonderful in Summer, becoming even yummier in Autumn.
My favourite Autumn ones are the Doyenné du Comice, so nice and plump, so juicy and tender when perfectly ripe. I love them so much I can easily eat three in a row. :)

They’re wonderful not only fresh but also baked like in this recipe. Here their natural sweetness perfectly matches the (not too) sweet ricotta cheese enriched with dark chocolate and candied orange peels. Pears with chocolate is already a divine combination and orange peel makes it even better.

Try them, and if you feel like exaggerating with calories garnish them with a little whipped cream, though I can assure you that they’re already perfect just like this

Baked pears with ricotta and chocolate

Serves 4

2 ripe Doyenné pears
30 gr. dark chocolate
20 gr. walnuts, hazelnuts or pine nuts
125 gr ricotta cheese
1 egg yolk
two tablespoons of candied orange peels, coarsely chopped
20 gr. sugar
butter
cocoa powder
icing sugar
a bit of liqueur (for ex. rum or grappa)

Peel the pears and cut them in halves.

Remove a little piece of flesh from the rounded part of the pear halves so that they will stand nicely in the oven dish without tilting.

Remove the cores and some of the fruit flesh around them to make some space for the filling using a coffee spoon or a melon baller.

Mix well ricotta cheese, sugar, coarsely chopped walnuts or hazelnuts (or whole pine nuts), the candied orange peels, the chocolate, the lightly beaten egg yolk and one or two tablespoons of liqueur.
Fill the pears with this mixture.
Cover an oven dish with baking parchment and lay the filled pear halves on it.

Add a little butter on each pear, dust with icing sugar and put in the pre-heated oven (180°C) for about 15-20 minutes. The pears have to be nice and golden.
Serve lukewarm decorating the dish with some cocoa powder (lay a fork on the plate, dust with cocoa and the remove the fork) and some whipped cream, if you like.