Archivi categoria: Luoghi che amiamo

Ricette fotografate: BIFTEKI (Polpetta greca? Hamburger greco?)..Nono, BIFTEKI!

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Beh, la cucina greca non manca mai su questo blog ( kolokytho keftedes, moussaka) .. E’ sempre un modo per ricordare a voi  questa meravigliosa nazione che tanto sta soffrendo.
Per quanto mi riguarda, la cucina greca mi ha “svegliato” il palato tanti anni fa, con spezie e erbe aromatiche quindi.. Lunga vita e standing ovation!
La ricetta di questo post rappresenta uno dei rarissimi casi in cui non mi tiro indietro di fronte ad un piatto di carne.
Sarà che quando mangi una volta al giorno alla fine è la fame che comanda, ma dopo una giornata di sole cocente e salsedine, io il mio bravo bifteki ogni tanto me lo magnavo, ebbene sì…  E, porca paletta, che profumo e che sapore!

Ingredienti x 4 persone

500 gr carne di manzo macinata
2 uova
200 gr di feta grattugiata
sale
olio e.v.o.
1 spicchio d’aglio
1 cipolla
menta fresca
origano
pangrattato
un pizzico di noce moscata

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Accompagnate il vostro bifteki con fiammiferini di patate, cipolle e origano saltati in padella e non ve ne pentirete mai!
:-)

Si mette tutto in una coppa (tritate molto finemente aglio e cipolla), e si mescola il composto in modo che gli ingredienti  siano ben amalgamati. Poi si formano queste specie di polpette, che non devono essere schiacciate, ma devono restare gonfie. Passate le polpette  nel pangrattato.
I bifteki sono “monodose”, dall’ impasto ne usciranno 4.
In una padella mettete un filo d’olio, giusto ad ungere il fondo, e poi cuocete i bifkeki molto lentamente, con la fiamma moderatamente bassa, in modo tale da farli restare “morbidi” all’interno e con una crosticina croccante. Servite caldissimi, sprigioneranno sapori e profumi mediterranei da svenire!

A proposito di Grecia…
DSCF1103 (1)                                                                                 Lei è Chisthina, la “mamma” dei miei bifteki

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ARRIVEDERCI TERRA ANTICA, ARRIVEDERCI.
TE LO PROMETTO.
( e qui ci sta bene anche un bel vaffanculo.)

Ricette fotografate:Moussaka

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MOUSSAKA

Ingredienti (dosi per 8 persone)
Kg 1 e 1/2 di melanzane
olio di semi per friggerle, sale
4 patate medie
Salsa besciamella (usate una qualsiasi ricetta per la preparazione, che però preveda come dose mezzo litro di latte e abbondate di noce moscata).
1/2 kg di carne macinata di manzo
3 cipolle
mezza bottiglia di passata di pomodoro
olio e.v.o.
sale
cannella
formaggio grattugiato tipo feta (se non l’avete usate quello che più vi piace)

Preparazione:
Preparate le melanzane: tagliatele a fette, se vi interessa far perdere l’acqua alle melanzane blablabla, cospargetele di sale e schiacciatele con un peso blablabla,  dopo un’oretta sciacquate il sale  blablabla.. Io MAI fatto: affetto e friggo. Friggetele nell’olio di semi a cui aggiungerete il sale prima di calare le fette di melanzane, olio abbondantissimo, quindi mettetele (questo sì, è un passaggio che non salto) su carta assorbente.
Appassite le cipolle con l’olio e.v.o. in una pentola, dopo averle tritate.
Aggiungete la carne, continuate la cottura, salate e dateci dentro con la cannella, senza paura! Quanta? io 3 cucchiaini!
Ora aggiungete mezza bottiglia di passata di pomodoro e completate la cottura (che profumino, eh?).
Mentre completate la suddetta, preparate la salsa besciamella:
Tutto pronto?
Ok, in teglia: sul fondo le patate, senza olio e senza proprio un bel nulla, solo le patate. Poi uno strato di melanzane, poi lo strato di carne profumatissima,  una spolverata di formaggio grattugiato (poco), di nuovo uno strato di melanzane e infine la besciamella con un’altra spolverata di formaggio grattugiato. 20 minuti in forno a 200°.
Ora la galleria fotografica del MOUSSAKA!

Cos’è una chiancafredda a km 0? (bbbbuona!)

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Credo di aver stressato un gruppo di amici.. Una giornata da passare in tutto relax a zonzo per la provincia di Bari per me si identifica in: una giornata da passare a caccia di roba bbbuona. E io caccio con macchina fotografica e telecamerina d’ordinanza! Mi inebrio di paesaggi, di scorci, di improvvisi profumi nei vicoletti, di meravigliose bancarelle stracolme di… funghi (in questo caso). Che ci posso fare? Faccio perdere un sacco di tempo, lo sssso! Non mi inviteranno più, lo sssso! ci sarà un passaparola del tipo “no, la psicopatica armata non la vogliamo”, lo sssso! Intanto, finchè non ci sarà l’espulsione ufficiale.. “Rifiuto l’offerta e vado avanti!”:-) come diceva quella che stringeva il pacco in tv. Però, a ben vedere le foto, non è meglio la divulgazione, with a little help from my friends? Il reportage è fondamentale, quando c’è di mezzo la pappa…
Castellana Grotte, Osteria Caroseno, ex frantoio antichissimo. Già i bicchieri a tavola, capovolti e sormontati da uno sfizioso bocconcino la dice lunga.. Per il resto.. 3 ore di fila con la mandibola arrembante e la coscienza (perdere peso, una chimera..) franata, spiaccicata e silente sulle portate, TUTTE divorate… La chiancafredda a km 0 è una di queste portate, un piatto di carne mista rigorosamente locale (a km 0) servito su un tagliere di legno che, data la forma, ha ricordato a noi “massaie”(credo le ultime generazioni ad avere memoria dello strumento..), il famoso “strecatoio” in legno, che le quarantenni e dintorni non si sono fatte mancare a casa delle loro mamme! Per me che sono un po’ (tanto) restìa a mangiare carne, è stata una bella sorpresa, specialmente il legnetto con su una squisita scottona arrotolata, che si è rivelato essere un rametto di finocchio selvatico, e ha svolto il suo compito alla grande, aromatizzando per bene la ciccia! Ma prima di arrivare alla ciccia, abbiamo subito l’assalto di numerosi deliziosi antipastini, e le foto che allego ne rappresentano una parte.. :-)  Quindi, per esempio..

Capasiello mini con mozzarellina, zucchina grigliata e olive fritte calde

Focaccia fritta con ricotta “schquanta” (non saprei come scrivere diversamente!) e bruschette.
Ricottina su vellutata di carote e pera esiccata
Pappardelle con porcini e alloro
Chiancafredda a km 0
Bocconcini di cake alle spezie con una soffice cremina..
                                          Immancabili “sporcamuss” caldi..
Le mie pazienti amiche Teresa (mitica Fatina) e Mariella al 90°, anzi, ai supplementari,  sono riuscite a visitare un santuario a Castellana  (non mi ricordo il nome, i santuari non sono propriamente il mio genere!) nonostante la mia furia enogastronomica.. In realtà il programma era  una passeggiata pre prandium ad Alberobello, ma io non ce le ho mai fatte arrivare. Mea culpa!
E c’è anche un filmettino: una sosta al bar in contrada Cozzana, Monopoli, per un caffè al latte di mandorla e la mitica bancarella dei funghi a Castellana, nei pressi dell’osteria, dove dopo aver comprato funghi ignoti (ignoti a me ovviamente, in realtà erano i “natalini“), ho avuto l’amletico dubbio: “ma non saranno velenosi?” Ringrazio a tal proposito il comitato scientifico FMVD “Fungo Malefico Vade Retro”  che ha svolto paziente e fondamentale lavoro di ricerca per scongiurare l’avvelenamento! :-))
Quindi, come si evince dal contesto, sono ancora viva, i funghi erano deliziosi e gli arrembaggi continueranno!
Dimenticavo, il brano che ho inserito nel video è un antico 45 giri di mammà, che mi ha trasmesso tantissimo, insieme a papà (più specializzato sul R&B), musicalmente parlando, tra cui un’atavica passione per il re del mambo: Perez Predo, e il brano è Ay ay ay. :-)) 
                                           

Me Gusta: Il Tartufo Del Molise

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Stagione di tartufi, l’autunno chiama, il tartufo bianco risponde..
Il Molise è territorio di tartufi, e complice una telefonata “al volo” fatta ad Alessia, che con Nicoletta è titolare di Gustitaly, sito che propone un vasta ed appetitosa selezione di prodotti made in Molise, ho avuto la dritta per un’azienda molisana che col tartufo ci marcia alla grande!

La Di Iorio Tartufi è a Busso, provincia di Campobasso, neanche tanto distante dalla Puglia! E quindi l’escursione è d’uopo..

Il titolare, sig. Vincenzo, mi ha accolto con la gentilezza molisana che sempre decanto. La sua azienda, a conduzione familiare, si occupa della raccolta selezione e trasformazione del tartufo.

Ho avuto la fortuna di annusare i tartufi freschi di giornata appena raccolti dallo zio di Vincenzo e portati in azienda, c’era il bianco, e c’era anche il nero uncinato, una qualità invernale, diverso dal nero estivo. E poi una varietà di invitanti vasi e vasetti pieni di deliziose preparazioni..  Ho fatto un’interessante chiacchierata col sig. Vincenzo che mi ha parlato della tradizione tartufara della sua famiglia, che parte da suo nonno, e continua. La passione per il loro lavoro è evidente: ci sono i cani da tartufo, ci sono le foto di tartufi dalla strabiliante pezzatura, c’è il laboratorio dove si producono continuamente i numerosi prodotti a base di tartufo che vendono in tutta Italia e in tutta Europa.

Il sig. Vincenzo mi ha raccontato che la tradizione tartufara di quella zona è relativamente recente, risale agli anni 80. Prima di quel periodo scendevano in Molise i tartufari dall’Emilia Romagna, muniti di cani, e facevano il loro bel bottino, ma adesso.. Il bottino lo faccio io! :-)

Sempre provvista di mezzi più o meno potenti (vabbè, meno..), ho girato un improvvisato ma esaustivo filmatino, che spero vi piaccia. E prossimamente un paio di videoricettine con le prelibatezze di questa azienda che a me sta davvero tanto, tanto simpatica!

(Esubero di foto? Click compulsivo come sempre? Contrabbando materiali di risulta? Tutto ciò non è più un problema, c’è il newborn “MandaLaSmart!!” che vede e provvede! un blog ad “imperitura memoria”! Il resto del lavoro è su MandaLaSmart!!)

Sapore di Mare: Nicola Cinquepalmi prepara la zuppa fredda di pesce

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Il mio gusto personale in fatto di gastronomia ha una parola che regna sovrana su tutto il resto, lo ammetto. La parola è MARE. Sarò “di parte”, sarò noiosa, sarò monotematica: non me ne frega niente. Come il commissario Montalbano anche io mi esalto davanti ad un piatto “marino”, mi esalto, mi struggo, mi commuovo! E guai a chi bara, col MARE! Guai a chi si improvvisa, guai a chi ricopre i sapori al posto di esaltarli, guai a chi pasticcia, inguacchia! Vabbè, questo principio vale un po’ per tutto, secondo il mio palato.. Ecco perchè i sapori, i profumi, gli aromi MEDITERRANEI attraggono inesorabilmente il mio gusto personale. Purezza. Semplicità. DIGERIBILITA’.
Nicola Cinquepalmi  è chef e titolare con Diego Biancofiore dell’Osteria Varvamingo a Torre a Mare, e chi ci rinuncia? Non io. Per voi un altro suo capolavoro: la  zuppa fredda di pesce.
 E per prepararla al meglio ecco qui: istruzioni per l’uso di pinze e coltelli, sempre a cura di Nicola, per sfilettare il pesce. Ora non avete più scuse!
Buona visione!

Le ricette di Terranima: laganari con pesto di fiori di zucchine e pampanella

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Le Cime hanno stazionato bellamente nella cucina di Terranima, a Bari, attratte dalla “pugliesità” a 360° dei piatti territoriali che il locale offre. Già vi abbiamo mostrato qui nel nostro blog il Terranima in tutto il suo splendore pugliese , ma come vi avevamo promesso, abbiamo preferito “trattenerci un po’” in cucina.. In questo video l’acquolina vi aggredisce grazie ad un primo piatto semplice e tutto made in Puglia:
laganari con pesto di fiori di zucchine e pampanella. Che dire.. Chi l’ha “assaggiato” l’ha trovato squisito.. Buona visione!

Sapore di Mare: Nicola Cinquepalmi prepara la tartare scottata di tonno

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La nostra deliziosa serie di videoricette marinare con Nicola Cinquepalmi dell’ Osteria Varvamingo, Torre a Mare (Ba) continua.
Questa volta Nicola ci prepara una tartare di tonno, semplicissima, scottata in padella.
Lui sostiene che il risultato finale è finalizzato, vista la somiglianza con un hamburger, a proporre una specie di “inganno visivo” per i bambini che non hanno voglia di mangiare il pesce, e che non rinunciano all’hamburger. :-)) Io vi dico che, a parte l’inganno visivo per i più piccini, è un piatto che soddisfa i palati più esigenti! 

Le Cime di Rapa vi augurano buona visione e buon appetito!