Archivi categoria: Luoghi che amiamo

Me gusta: Terranima

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Un incontro davvero sorprendente quello con Terranima, a Bari.
Piero Conte, il gentilissimo titolare, qualche tempo fa mi chiese un appuntamento per parlare un po’ dei nostri interessi comuni: aveva dato un’occhiata al lavoro delle Cime e gli era piaciuta la nostra passione per la Puglia (vabbè, siamo di parte  :-)).. ) . Mi disse che avrei trovato il Terranima a Bari, in via Putignani, mitica e storica via di Bari cara a  noi Cime per tantissimi motivi: in primis Nicoletta ha vissuto a Bari in via Putignani, poi lì c’era e c’è uno dei nostri cafè -wine -taralli – olive – bruschette et affini – bar più amati, il Batafobrle, in via Putignani giusto all’angolo con via Quintino Sella, la via dove IO ho vissuto per anni ed anni a Bari, a casa di mammà!  Nel Batafobrle Cima ollandica et moi abbiamo passato ore ed ore ed ore della nostra gioventù a…ehm.. devo dirlo…cazzeggiare). Io davvero non sono riuscita inizialmente però ad “inquadrare” l’esatta collocazione logistica del Terranima, complice sicuramente la mia demenza senile progressiva.. :-)) Vabbè che vi devo dire, giungendo in loco ho scoeprto che il Batafobrle e il Terranima sono praticamente la stessa cosa, e Piero Conte è il proprietario di entrambi. Immaginate la mia espressione quando, davvero dopo una vita, sono entrata al Batafobrle e ho rivisto la meravigliosa campana di vetro contenente una coloratissima e folkloristica statuetta di San Nicola che Nicoletta ammirava ogni volta estasiata più di 20 anni fa!!! Commovente, mi è quasi sembrato di rivederci lì, sedute, a ridere come 2 ebeti mentre tra un tarallo e l’altro sporcavamo con immondi disegnazzi il guestbook del locale.. Wine bar e ristorante sono assolutamente imprescindibili l’uno dall’altro e collegati tra loro all’interno. L’arredo di entrambi, curatissimo fin nei minimi dettagli, si riassume in una sola parola: Puglia, che è anche la parola chiave dei percorsi enogastronomici proposti al Terranima.
Gli ingredienti dei piatti, sapientemente interpretati ed accostati, sono tutti rigorosamente pugliesi così come i vini. Infine, last but not least, è stato per me un piacere aver conosciuto al Terranima  Georgia Colombo la cui passione per il suo lavoro, unita alla sua gentilezza e competenza, spaziano dall’accoglienza ai clienti al suo sguardo attento alla cucina, alla scelta delle materie prime, alla rielaborazione delle stesse nei piatti sorprendentemente originali ma allo stesso tempo semplici e genuini.
Per voi il video del Terranima, dalle Cime che tutto filmano e a cui nulla sfugge! :-))

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Videoricetta:La Cucina di Valentina/Orecchiette con cicorielle selvatiche e capocollo molisano

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Il Molise è una splendida regione, una chicca sull’Adriatico che offre ai suoi numerosi estimatori una serie di prelibatezze gastronomiche genuine, come le orecchiette con cicorielle selvatiche e capocollo. Questa ricetta semplice e incredibilmente buona l’ho trovata sul sito molisano   www.gustitaly.com  delle nostre amiche di Termoli,  Alessia e Nicoletta. Se vi piace la cucina molisana lì troverete tante ricette, ma anche tanti prodotti tipici.. Da svenire per l’acquolina!

Orecchiette con cicorielle selvatiche e capocollo molisano
Dosi per 4 persone
Orecchiette: 300 gr
Cicorielle selvatiche: circa 600 gr
Capocollo: 150 gr
6 pomodori ciliegini
2 spicchi d’aglio
Olio e.v.o.
Pulire le cicorielle e lessarle in acqua bollente salata, mettere gli spicchi d’aglio a soffriggere in olio e.v.o., aggiungere il capocollo tagliato a striscioline e i pomodori tagliati a pezzetti. Aggiungere le cicorielle, continuare la cottura per qualche minuto. Cuocere le orecchiette, aggiungerle agli altri ingredienti, amalgamare per pochi istanti il tutto.. E.. Buon appetito!

Sapore Di Mare: Nicola Cinquepalmi ci mostra come si sfiletta il pesce

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Abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog, per una serie di videoricette a tema “mare”, lo chef Nicola Cinquepalmi, titolare insieme a Diego Biancofiore
dell’ Osteria Varvamingo. Che nome particolare, vero? “Varvamingo” è il soprannome di un pescatore vissuto circa 2 secoli fa a Torre a Mare, piccolo borgo marinaro immediatamente a sud di Bari. Domenico Daugenti,  stanco di percorrere a piedi la strada che lo portava dal suo paese d’origine, Noicattaro, fino a Torre a Mare (all’ incirca una decina di chilometri), decise di vivere in una grotta dalle parti di Calafetta, appunto a Torre a Mare.

Varva= barba, Mingo= Domenico. Infatti il pescatore aveva una folta e lunga barba e dava ospitalità ai naviganti sorpresi dalle improvvise tempeste del mare. Nicola e Diego hanno voluto rendere omaggio al pescatore nojano, e mai nome fu più azzeccato! La tradizione marinara del ristorante è curata da Nicola con grande maestria. Alle 10 di mattina il pescato quotidiano che arriva all’Osteria Varvamigo è vivo. Non aggiungiamo altro.

Valentina:”  Ho chiesto a Nicola di mostrarci, nel primo video di questa serie, come si sfiletta il pesce. Ad un certo punto del video, mentre Nicola tira via le spine di un’orata spiegando che ha difficoltà perchè non si staccano facilmente, dice: abbiamo difficoltà a toglierle perchè il pesce è ancora… E’ freschissimo… Nicola stava per dire ” il pesce è ancora vivo”! E  lo era immediatamente  prima delle riprese video, ne sono testimone! Ho chiesto a Nicola di inaugurare Sapore Di Mare con un video in cui ci mostra come si sfiletta il pesce, perchè.. Ehm.. Voglio capire anch’io come accidenti si fa! :-) ”
Dedicato agli appassionati della gastronomia marinara.
E ricordiamoci tutti, per favore, di trattare il mare con grande rispetto e amore.
Enjoy!

Bari e il mare

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Tra i termini di ricerca di chi ha visitato il nostro blog stamattina c’è “Bari e il mare“.
Bellissimo, mi ha colpito per la sua semplicità e bellezza.
E mi ha fatto venire in mente tre piccoli filmini che ho fatto a gennaio scorso quando ero a Bari e passeggiavo al tramonto col mio cane a Pane e Pomodoro, la spiaggetta sul lungomare vicina a dove abita mia madre.

Ve li ripropongo così, nudi e crudi in tutta la loro imperfezione (fatti con l’IPhone, sono un po’ mossi, senza montaggio e a volte c’è anche il mio dito davanti), senza musica, con solo il suono delle onde, come dichiarazione d’amore a Bari, mia città d’adozione, e al suo mare.

Sono nata al mare (Boccadasse, Genova) e il mare resta una costante nella mia vita, anche se preferisco guardarlo da terra piuttosto che solcarlo con una nave o una barca a vela (il primo corso a Caprera l’ho superato ma una vera lupa di mare non lo diventerò mai :D).

Godetevi questo mare d’inverno.