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Videoricetta: la paella di Oliver / Video recipe: Oliver’s paella

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Piatto classico della tradizione spagnola, la paella è originaria di Valencia, città sulla costa orientale del Paese. La versione originale chiamata paella valenciana prevede l’uso di fagiolini verdi piatti, carne (principalmente pollo e coniglio), fagioli bianchi e lumache, però esistono molte varianti che includono solo pesce, crostacei e molluschi (paella marinera) oppure carne e pesce insieme (paella mixta).
La pentola larga e bassa utilizzata per preparare questa ricetta è la paella detta anche paellera. Sul nome dato a questo strumento gli spagnoli sono nettamente divisi: chi preferisce l’uno e chi invece sostiene che il nome corretto sia l’altro. La Real Academia Española, ovvero l’istituzione ufficiale che si occupa di stabilire le regole relative alla lingua spagnola, accetta entrambe. Per questioni di chiarezza nella ricetta usiamo il termine paellera per la pentola e paella per il piatto.

Oliver

Oliver e la sua paella/and his paella

Volendo acquistarne una, sceglierla possibilmente col fondo abbastanza spesso per favorire una cottura uniforme e non troppo rapida del riso, il quale dopo una prima mescolata non va più mosso in modo da formare quella deliziosa crosticina sul fondo della pentola che, insieme alla perfetta cottura di tutti gli ingredienti, caratterizza la paella davvero ben fatta.
La versione di Oliver, amico spagnolo canario – ossia delle Isole Canarie – è quella mixta, con carne e pesce insieme. Il chorizo qui utilizzato è il classico salame spagnolo di carne suina caratterizzato da colore rosso uniforme anche nel grasso in quanto aromatizzato e “colorato” con pimentón, polvere di peperone affumicato, o con paprika più o meno piccante.
L’uso di pesce, crostacei e molluschi rende la preparazione un po’ più delicata di quella della paella con sola carne in quanto occorre evitare di cuocere troppo i gamberoni che altrimenti diventerebbero stopposi. Aggiungerli a cottura quasi ultimata del riso assaggiando quest’ultimo e calcolando circa tre ulteriori minuti sul fuoco. Anche per il merluzzo e i calamari è preferibile una cottura non troppo prolungata (quattro-cinque minuti al massimo). Oliver fa cuocere abbastanza a lungo le cozze per far sì che il riso si insaporisca ancora meglio.

Paella di Oliver

Ingredienti per 4-6 persone:

250 gr riso per paella o per risotti
20 cozze crude col guscio
250 gr. gamberoni freschi
3-4 calamari grandi puliti
150 gr. filetto di merluzzo
100 gr. pancetta
100 gr. chorizo (salame spagnolo)
150 gr. piselli freschi sgusciati
4 pomodori medi
2 peperoni rossi
1 peperone verde
2 cipolle rosse
4-5 spicchi d’aglio
olio d’oliva extravergine
sale
2 prese di zafferano in stimmi o in polvere
1 presa di pepe di Caienna
2,5 dl. vino bianco secco
2,5 l. brodo di pollo
prezzemolo e due limoni per guarnire

Scaldate abbondante olio nella paellera e soffriggetevi le cipolle tagliate a pezzettini. Aggiungete i peperoni tagliati a dadini e l’aglio tritato abbastanza fine e lasciate soffriggere ancora qualche minuto.
Aggiungete il chorizo e la pancetta a dadini e quindi i pomodori sbollentati, spellati e tagliati a pezzetti insieme al pepe di Caienna. Mescolate e lasciate cuocere per circa 5-10 minuti a fuoco medio.
Aggiungete il riso, alzate un po’ la fiamma e mescolate bene.
Versate il vino bianco, mescolate e lasciate evaporare l’alcol.
Insaporite con lo zafferano mescolando bene per dare al riso un bel colore giallo uniforme.
Poggiate le cozze sul riso e mescolate delicatamente.
Aggiungete i piselli e, subito dopo, 4-5 mestoli di brodo bollente che dovrà coprire il riso.
Cuocete il riso a fiamma medio/alta fino a cottura quasi ultimata aggiungendo brodo di tanto in tanto se il riso si asciuga troppo.
Aggiungete i calamari tagliati ad anelli e il filetto di pesce a pezzi grossi e spingeteli delicatamente nel riso senza smuoverlo troppo. Aggiungete altro brodo se necessario.
Circa tre minuti prima che il riso sia pronto aggiungete alla paella i gamberoni privati di testa, carapace, zampe e filo intestinale e sciacquati. Poggiateli sul riso e girateli in modo che cuociano da entrambi i lati. Se non volete rischiare di cuocerli troppo potete anche saltarli brevemente in padella con un po’ d’olio e aggiungerli alla paella una volta rimossala dal fuoco. Insaporite eventualmente con un po’ di sale.
Spegnete la fiamma e lasciate riposare per 5 minuti.
Servite la paella guarnita con prezzemolo tritato e fette di limone.

ENGLISH

A classic traditional Spanish dish, paella is originally from Valencia, a city on the East coast of the country. The original version called paella valenciana involves the use of flat green beans, meat (mainly chicken and rabbit), white beans and snails, but there are many variations that include only fish, crustaceans and molluscs (paella marinera) or meat and fish together (paella mixta).
The wide, shallow pan used to prepare this recipe is the paella, also called paellera. Spaniards are quite divided about the right name for this beautiful cooking instrument: some prefer paella and some others argue that the correct name is paellera. The Real Academia Española, the official institution that takes care of setting the rules for the Spanish language, accepts both. For clarity in the recipe we use the term paella for the dish and paellera for the pan.
When looking for one to buy, select it possibly with a thick enough bottom to promote uniform cooking of the rice without burning it. This has to happen in such an way that the rice is no longer stirred after a first, initial stir so as to form that delicious crust on the bottom of the pan that, together with the perfect cooking of all the ingredients, characterizes a really well done paella.
This version by Oliver, a friend from the Spanish Canary Islands, is a paella mixta, with meat and fish together. The chorizo ​​used here is the classic Spanish pork sausage characterized by a uniform red colour even in the fat parts since the meat and fat mixture has been flavoured and “coloured” with pimentón, red smoked pepper powder, or more or less spicy paprika.
The use of fish, crustaceans and molluscs makes the preparation a little more delicate than a paella with just meat as it is necessary to avoid overcooking the prawns that would otherwise become unpleasantly flaky. Add them when the rice is almost cooked calculating about three more minutes on the stove. Also for cod and squid it is preferable to avoid too long a cooking time (4 to 5 minutes maximum). Oliver cooks the mussels long enough to ensure that the rice absorbs their juices and flavour even better.
The video has Italian subtitles only but you’ll get what we mean by looking at the images and following the written recipe you find here.

Oliver’s paella

Serves 4-6:

250 g rice for paella or risotto
20 raw mussels in their shells
250 gr. fresh clean prawns (without head, shell and intestines)
3-4 large cleaned squid
150 gr. cod fillet
100 gr. bacon or pancetta
100 gr. chorizo ​​(Spanish sausage)
150 gr. fresh shelled peas
4 medium tomatoes
2 red peppers
1 green pepper
2 red onions
4-5 cloves of garlic
extra virgin olive oil
salt
2 pinches of saffron stigmas or powder
1 pinch of Cayenne pepper
2,5 dl. dry white wine
2,5 l. chicken stock
two lemons and flat-leaf parsley for garnishing

Heat plenty of oil in the paellera and fry the chopped onions in it. Add the diced peppers and the finely chopped garlic and fry for a few more minutes.
Add the chorizo, the bacon or pancetta and the blanched, peeled and diced tomatoes together with the Cayenne pepper. Stir and cook for about 5-10 minutes on a medium heat.
Add the rice, raise the heat a little and stir well.
Pour the white wine, stir and allow the alcohol to evaporate.
Season with saffron, stirring well to give the rice a beautiful, uniform yellow colour.
Place the mussels on top of the rice and stir gently.
Add the peas and, immediately after, 4-5 ladles of hot stock which will have to cover the rice completely.
Cook the rice on a medium / high flame until almost cooked, adding stock from time to time if it gets too dry.
Add the squid cut into rings and the fish fillet into large pieces and push them gently into the rice without moving it too much. Add more stock if necessary.
Add the prawns to the paella about three minutes before the rice is ready. Lay them on the rice and turn them so that they evenly cook on both sides. If you don’t want to risk overcooking you can also briefly sauté them in a pan with a little olive oil and then add them to the paella once you take it from the fire. Season with a little salt if necessary.
Turn off the heat and let the paella rest for 5 minutes.
Serve garnished with chopped parsley and lemon slices.

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Terra e mare my way: gamberoni e n’duja/Surf&Turf my way: prawns and n’duja

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Ieri sera avevo voglia di qualcosa di un po’ diverso da quello che mi cucino di solito. Non che faccia sempre le stesse cose, quello no, però avevo voglia di essere più sperimentale di quanto già non sia. :)
E sempre all’insegna dell’improvvisazione, perché a me piace improvvisare con quello che ho in frigo e provare combinazioni anche abbastanza atipiche come questa: gamberoni e n’duja, la buonissima pasta di salame e peperoncini piccanti calabrese.

Avevo dei gamberoni Black Tiger già sgusciati e puliti nonché un mazzo di cipollotti e due zucchinone biologiche in frigo e il risultato del mix è questo: un bel terra e mare piccante che mi sono goduta con due bicchieri di Villa Antinori Bianco ben freddo.
Mescolando ingredienti che non rappresentano la classica combinazione perfetta ne è venuto fuori un piatto davvero accattivante che mi ha positivamente sorpresa. La ricetta?
Eccola qua.

Terra e mare My Way

Per 2 persone

300 gr. di gamberoni Black Tiger sgusciati e privati del filo intestinale
1 cipolla rossa di media grandezza
2 spicchi d’aglio
2 cucchiai da tavola di n’duja
6-7 cipollotti primavera
2 zucchine grosse o 4 piccole
olio evo
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
1/2 bicchiere di vino bianco secco

Sbucciare la cipolla e tagliarla a rondelle non troppo spesse. Friggerla in un po’ d’olio d’oliva insieme all’aglio sbucciato e tagliato a fettine. Una volta ben cotta, caramellare leggermente aggiungendo lo zucchero e facendola asciugare un po’ se ancora molto umida.

Spuntare le zucchine e tagliarle a metà per il lungo, quindi farle a fette.
Aggiungerle alla cipolla e farle cuocere coperte finché sono ancora un po’ al dente.
Aggiungere i cipollotti tagliati a pezzi lunghi circa 3-4 cm insieme alla n’duja e far cuocere il tutto per un altro minuti mescolando regolarmente.

Aggiungere poi i gamberoni, regolare di sale e farli cuocere al massimo 3 minuti in tutto, mescolando di tanto in tanto. A circa un minuto da fine cottura sfumare con il vino bianco e farlo evaporare mescolando bene.

Servire con riso basmati al vapore.

ENGLISH

Yesterday evening I felt like making something different from the usual stuff I cook. Not that I always cook the same things but I felt more experimental than usual.
I love to improvise with what I have in the fridge and to try unusual combinations like this one: prawns and n’duja, the wonderfully tasty hot salami paste with red chili peppers from Calabria.

In the fridge I had some Black Tiger prawns already de-shelled and de-veined plus a bunch of spring onions and two big organic courgettes. This is the end result of my little experiment: a nice and hot surf & turf dish that I’ve enjoyed with two glasses of cold Villa Antinori Bianco.
Mixing together ingredients that are not exactly an obvious combination I managed to create a captivating dish that really surprised me. The recipe?
Here it is.

Surf & Turf My Way

Serves 2

300 gr. clean Black Tiger prawns
1 middle-sized red onion
2 cloves of garlic
2 tablespoons of n’duja (hot salami-chili paste from Calabria)
6-7 Spring onions
2 big courgettes or 4 small ones
e.v. olive oil
1 teaspoon of brown cane sugar
1/2 glass dry white wine

Peel the onion and cut it in rings (not too thick). Fry them in olive oil together with the peeled ad sliced garlic. Once the onion is well cooked (soft and glazy), caramelize it lightly by adding the sugar and let it cook a bit further if it’s still too wet.

Remove and discard the ends of the zucchini. Cut the zucchini lengthwise in halves and then slice them not too thinly.
Add the courgette slices to the caramelized onion and let them cook with the lid on the pan until reasonably tender (they have to be still a bit al dente).
Add the Spring onions cut in chunks of about 3-4 cm and the n’duja. Let everything simmer for another minute stirring regularly.

Add the prawns, season with salt and cook further for a maximum of 3 more minutes, stirring from time to time. About one minute before ending the cooking process add the white wine, stir and let it evaporate.

Serve with steamed basmati rice.

Video: how to clean and open mussels

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Another little how-to video, this time with Valentina who’s an expert in fish and seafood like lots of people who come from Bari. I call the Baresi the “Japanese of Italy” because they’re real fish freaks and love to eat everything preferably raw.
Seen the high quality of fresh fish and seafood in Puglia that’s no wonder: fresher than fresh and extremely tasty, just like the stuff Valentina bought in Torre a Mare – a village on the sea near Bari – to prepare our next vintage dish (soon to be seen on this blog).

The video explains just how to de-beard the mussels (that means removing the seaweeds attached to the shells) and open them. Before doing that it’s a good idea to leave them for at least a few hours in slightly salted water to make sure they expel the sand they have inside.

Once opened you can eat them raw (if you’re sure they come from a clean, PRISTINE mussel nursery) or use them in lots of different dishes. I find mussels very decorative when served inside half of their shells, so black and beautifully shiny.

Enjoy!

Fusilli coi calamaretti all’aglio caramellato/Fusilli with baby squid and caramelized garlic

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(SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION)

Una ricettina semplice, appena fatta per pranzo con dei calamaretti che mi erano avanzati ieri sera al workshop di cucina di pesce.
A dire il vero mi erano avanzati solo i capi, ovvero la parte carnosa che contiene gli organi interni e la “penna”, mentre le “zampette” erano finite tutte nel ripieno. Nessun problema, visto che quelle mi piacciono decisamente meno. Come i bambini, preferisco lasciare i tentacoli agli altri e mangiare solo gli “anellini”. :)
E con gli anellini ho fatto un rapido sughetto per condirci i fusilli lunghi, mettendoci anche il prezzemolo alla faccia di chi ritiene che non vada più di moda. Io ce lo metto lo stesso perché ci sta proprio bene. :P
Ecco le proporzioni.

Ingredienti per 1 persona

10 calamaretti piccoli (in questo caso senza tentacoli)
olio evo
1-2 spicchi d’aglio
3 peperoncini secchi piccanti
80 gr fusilli lunghi
1 pizzico di paprika dolce
prezzemolo

Soffriggere a fuoco lentissimo in un po’ di olio l’aglio tagliato a fettine sottili finché non si caramella diventando croccante. Toglierlo dalla pentola con una schiumarola, metterlo da parte e aggiungere i peperoncini sbriciolati al suo olio.
Tagliare i calamaretti ad anelli e saltarli nell’olio per qualche minuto.

Cuocere i fusilli molto al dente, scolarli e tenere un po’ d’acqua di cottura.
Passarli nella padella coi calamaretti e un po’ d’acqua e farli cuocere ulteriormente a fuoco alto per un minuto al massimo mescolando bene.

Servire con un filo d’olio evo a crudo guarnendo con l’aglio caramellato, un pizzico di paprika dolce e un po’ di prezzemolo tritato.

ENGLISH
A very simple recipe that I just made for lunch with the left-overs of the baby squid we used yesterday evening during the fish workshop.
To tell you the truth I only had their mantles since the arms had been used for filling the other ones. No problem at all, since I don’t like them that much. Just like kids, I prefer to eat only the little “rings”. :)
And it’s exactly with the rings that I made a quick sauce for my long fusilli.

In spite of the fact that “trendy” cooks say that flat-leaf parsley is so passé I like it and I added it because I think it tastes really great with this type of dishes. :P

Here the proportions.

Serves 1

10 baby squids (in this case without arms)
e.v. olive oil
1-2 garlic cloves
3 dried hot chili peppers
1 pinch of sweet paprika
80 gr. long fusilli
some flat-leaf parsley

Fry the thinly sliced garlic in olive oil on a very low fire. Let it caramelize and remove from the pan with a slotted spoon. Keep aside. Add the crumbled chili peppers to the oil.

Slice the baby squid in rings and add to the oil. Fry for a few minutes.

Cook the fusilli very al dente in salted water,  drain and keep a bit of cooking water.
Put the fusilli in the pan with the oil and the chili peppers, add a bit of cooking water and cook on a high fire for about one minute while stirring well.

Serve with a drizzle of olive oil after garnishing with the caramelized garlic, a pinch of sweet paprika and some finely chopped parsley.

G like garlic, G like Greece

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(SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION)

Dopo 11 mesi di guerra l’unico mese dell’anno in cui gli concedo una tregua è agosto.
In 11 mesi mai dimentico, qualora si presenti l’occasione, di formulare domande tipo: c’è l’aglio? E a risposta affermativa mi manifesto sempre con un: allora per me no, grazie.
Oppure impartisco istruzioni tipo: per me SENZA aglio!
Controllo minuziosamente antipasti a buffet con una sorta di scannerizzazione visiva, inforco gli occhiali,  non convinta annuso. La mia tesi è che uno spicchio d’aglio intero (preferibilmente “vestito”) deve presenziare nell’olio che soffrigge, e dopo pochi minuti (secondi?) va tolto. Questa deve essere la sua unica funzione. Mai tritato, mai sminuzzato, mai ingurgitato. E’ invasivo, distrugge i sapori, si ripropone continuamente attraverso i canali digestivi che percorre contromano, funge da insetticida naturale nel senso che se mi passa davanti una zanzara l’alitosi da aglio la fulmina in un secondo.
Ma ogni anno ad agosto vado in Grecia e non posso recitare la formula magica: per me SENZA aglio! Non funziona!  Nella gastronomia greca l’aglio è fondamentale, recitare la formula significa rischiare il digiuno.
A Meganisi, piccola isola ionica sistemata con successo tra Lefkada e Cefalonia, in un paesello di nome Katomeri c’è un piccolo hotel dal nome molto originale: hotel MeganisiYorgo, sua moglie e i suoi genitori accolgono i clienti con gentilezza, disponibilità, allegria e perché no, approssimazione assolutamente “Greek style”.  L’approssimazione, difetto tipicamente mediterraneo al quale sono legata da un rapporto di odio e amore, nella popolazione greca diventa una “magia”. E’ tutto sempre molto casuale, “arrangiato per arrangiarsi” e magicamente tutto sempre si risolve per il meglio!  Nella cucina del ristorante dell’hotel Meganisi c’è sempre magia: tante persone, madri padri fratelli mogli zie zii cugini, tanto da preparare, un caos incredibile, voci, grida, risate, bracieri accesi, padelle con scoppiettanti fritture, agnelli, cernie, saraghi, porcellini, agli, cipolle, spezie,  ortaggi, quintali di patate, enormi angurie, verdure di campo, formaggi, danzano insieme un incredibile sirtaki!
I sapori, assolutamente mediterranei, sono una delizia per il palato! (l’aglio lo ingurgito abbondantemente, ad esempio nel divino tzatziki e nella squisita e semplicissima skordalià)
La skordalià, preparazione tipica delle isole greche, è un delizioso contorno per un secondo di pesce non elaborato, quindi intendo per un pesce arrostito, bollito, o cotto in forno, senza “orpelli” tipo spezie o condimenti. Facilissima l’esecuzione.

P.S. Ehm…Spalmata su una fetta di pane abbrustolito, a “prima fame”, fa la sua porca figura… ;-)

Skordalià

Ingredienti per 2 persone:
2 patate di media dimensione
2 spicchi d’aglio
½ cucchiaio d’aceto
sale
olio e.v.o.

Bollire le patate in acqua leggermente salata fino a quando non raggiungono una consistenza tenera, passarle allo schiacciapatate oppure se si preferisce (io lo preferisco) un effetto più” consistente”, schiacciarle con una forchetta. Sminuzzare gli spicchi d’aglio e incorporarli. Aggiungere l’aceto mescolando la preparazione. Mettere la skordalià in un piatto e aggiungere un filo d’olio e.v.o.
La skordalià può essere servita tiepida o fredda.

E dulcis in fundo, sempre dalla Grecia,  la videoricetta impossibile! (o quasi)


ENGLISH

I don’t like garlic, that’s for sure. When I’m at a restaurant I always ask:”Is there any garlic in it?” Or I say: “No garlic for me, please!”
Yes, I have some problems with it because it’s overpowering, it always comes up again to say hello in case I forgot it – burp – and because you can use it as a natural insecticide. Just let a mosquito fly in front of me after eating garlic and I’ll kill it in 0,9 seconds flat just by opening my mouth.
The thing is, I’ve been traveling to Greece for summer holidays for the last ten years at least, and Greece is Garlic Country par excellence. When I’m there I can’t say: “no garlic for me, please!” because I’d risk starvation.
In Meganisi, a little lovely island between Lefkas and Kefalonia, there is a small town called Katomeri, and in Katomeri there’s a small hotel called Hotel Meganisi (what an original name!).
Yorgo, his wife and his parents give their customers a kind of homey feeling , with a particular “Greek style” which includes big kindness and a sort of Mediterranean “easy going” way of life. J
The kitchen at Hotel Meganisi is the perfect example of this “easy going” attitude: it always includes a wonderful, joyous chaos composed by loud voices, laughter, people including parents, uncles, aunties, children and wives talking all together, a lot of work to do, barbecues, frying pans, lambs, piglets, fish, vegetables, garlic, onions, spices, potatoes, cheeses, big watermelons… They all dance together in a kind of incredible sirtaki! And, magically, everything works!
The delicious tastes that derive from this chaos are totally Mediterranean and then even I end up liking garlic, for example in a divine tzatziki or in a delicious skordalià.
Skordalià is a typical side dish of the Greek islands. It’s served with grilled or boiled fish and I love it even on a slice of bread. As an added plus, it’s very, very easy to prepare.

Skordalià

Serves 2

2 medium sized potatoes
2 garlic cloves
½ tablespoon of vinegar
salt
extra virgin olive oil

Boil the potatoes in slightly salted water until tender and puree them with a potato ricer or, if you prefer a chunkier texture like I do, mash them coarsely with a fork.
Finely chop the garlic cloves and add them to the mashed potatoes, mixing well. Add vinegar and mix further. Season with salt and serve the skordalià after drizzling it with some extra virgin olive oil.
The skordalià can be served lukewarm or cold.

And, last but not least and originating in Greece too, the Impossible (Or Almost Impossible) Videorecipe! (see above)