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Chiuso per… vari motivi :( / Closed for… several reasons :(

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Cari lettrici e lettori,

come sicuramente avete notato è più di un anno che Valentina ed io non postiamo nulla.
Abbiamo tutte e due tantissimo da fare e abbiamo quindi deciso di “chiudere” questo blog lasciando però tutti i post che abbiamo scritto sino ad ora.

Vi ringraziamo per averci seguite fin qui, vi salutiamo e vi auguriamo una buona vita! :)

Nicoletta

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Dear readers,

as you might have noticed it’s been more than a year since Valentina and I have been writing here. We are both very busy, that’s why we decided to “close down” this blog. All the previous posts will stay, only you won’t read us any more from now on.

Thank you for following us till here, our warmest regards and have a great life! :)

Nicoletta

Le sgagliozze baresi (chip di polenta fritta/fried polenta chips)

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A Bari uno degli spuntini preferiti dei residenti della città vecchia (Bari Vecchia) – e di chi ama girellare per friggitorie – è costituito dalle sgagliozze, ovvero quadrotti o rettangoli di polenta fritta. Le sgagliozze venivano originariamente vendute dopo la messa fuori della Cattedrale di San Nicola il 6 dicembre, giorno del santo patrono della città. Oggi a Bari Vecchia ci sono ancora alcune simpatiche signore che vendono questa polenta calda, fragrante e croccante per le strade del centro storico, anche se non vi consiglio di avventurarvi in quella zona senza una guida locale. ;)

Come la polenta sia finita sulle strade e le tavole del Sud Italia è ancora un grande mistero: il mais non è esattamente uno dei principali prodotti coltivati in questa zona e posso solo immaginare che sia stato portato là da uno dei molti popoli, italiani e non, che hanno occupato il “tacco” dello Stivale nel corso dei secoli.

La settimana scorsa stavo allegramente friggendo un po’ di sgagliozze con l’amico pugliese Morris e ridevamo, fantasticando su come i Baresi, abituati ai deliziosi prodotti preparati con il grano duro delle loro fertili terre, possano aver reagito – nel modo molto “diretto” che li caratterizza – al loro primo morso di polenta “importata”: “Madò, e ci jè chess cacat? Mè, ammin jind a la fr’ttur ca fasc tutt chiù bbun!” *** (ovvero: “Che cosa è questa roba disgustosa? Facciamola friggere, tutto è più buono una volta fritto!”)
E così, a nostro avviso, sono nate le sgagliozze. Solo che non sono così sicura del valore storico della nostra teoria. ;)

La polenta fritta è molto popolare nel Nord Italia. I miei nonni che venivano dal Veneto facevano questo piatto regolarmente utilizzando avanzi di polenta, servita calda con fette di Gorgonzola. Il meraviglioso formaggio erborinato si scioglie sulla polenta calda e la combinazione diventa un antipasto da leccarsi le dita.

Utilizzate 2 l. di acqua bollente salata, 500 gr. di polenta rapida – con la polenta normale dovrete mescolare per circa 40 minuti invece di 3-4 – e un buon olio di girasole.

Versate la farina di polenta a cottura rapida a poco a poco nell’acqua bollente e mescolate bene. Lasciate cuocere per circa 3-4 minuti fino a quando il composto si addensa.
Versate la polenta in una teglia da forno di grandi dimensioni che avrete in precedenza unto con olio d’oliva. Lasciate raffreddare.
Tagliate la polenta raffreddata a quadrotti o rettangoli  di circa 1 cm di spessore e friggetela in olio di semi di girasole caldo fino ad ottenere la doratura e la croccantezza desiderate.
Fate scolare bene su carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso, cospargete di sale marino fino e servite le sgagliozze calde. Buon appetito!

*** Un grazie a Cima di Rapa Valentina per la consulenza linguistica. ;)

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One of the favorite snacks of the residents of the Old City in Bari (Bari Vecchia) is sgagliozze, square or rectangular pieces of fried polenta (big polenta fritters). These were originally sold after Mass outside the St. Nicholas Cathedral on December 6, the day of the patron saint of the city. Today there are still a few old ladies who sell these hot, fragrant and crispy polenta squares on the streets of the Old Town, even though I would not advise you to venture in that area without a local guide. ;)

How polenta ended up on the Southern Italian streets and tables is still a big mystery to me: corn is not exactly one of the main crops in this area and I can only imagine that it was brought there by one of the many Italian and foreign rulers that occupied the “heel” of the Boot in the course of history.

Last week I was with happily frying some sgagliozze with my friend Morris from Puglia, laughing and fantasizing about how the Baresi, who are accustomed to the delicious grano duro (durum wheat) products of their fertile country, would have reacted on their first bite of “imported” polenta: “What is this disgusting stuff? Let’s fry it, everything tastes better when it is fried!”
And so, in our view, were the sgagliozze born. I’m just not so sure, though, about the historical value of our theory. ;)

Fried polenta is very popular in the North of Italy. My grandparents who came from Veneto made this dish regularly with polenta leftovers, served hot with slices of Gorgonzola on top. The delicious cheese melts on the hot polenta and the whole combination becomes a finger-licking good antipasto.

Use 2 l. of well-salted boiling water, 500 gr. of precooked polenta (“polenta rapida“) – with regular polenta you’ll have to stir for about 40 minutes instead of 3-4 – and good sunflower oil.

Sprinkle the fast-cooking polenta flour little by little into the boiling water while stirring well and cook for about 3-4 minutes until the mixture thickens.
Pour the polenta into a large baking tray that you have previously greased with olive oil. Allow to cool.
Cut the cooled polenta into squares or rectangles (about 1 cm thick) and fry them in hot sunflower oil until golden and crispy.
Drain well on kitchen paper to remove the excess fat, sprinkle with fine sea salt and serve hot. Buon appetito!

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Pellegrini di Artusi

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Bello questo blog!
Alla “Julie and Julia” (se non avete visto il film andatelo a vedere o affittatelo!), è cucinato, scritto e fotografato da “una stilista ricercatrice di tendenze e un operatore di cinema/pittore che si ripromettono di rifare tutte le ricette di Pellegrino Artusi in un anno (1 agosto 2010- 31 luglio 2011)“.

Che lavoro faraonico! Però deve sicuramente dare le sue belle (e porche) soddisfazioni, soprattutto magnerecce. :)
Un grosso in bocca al lupo a loro, quindi! Le Cime di Rapa li seguono a distanza nel corso di questa loro avventura culinaria e leggono – vagamente sbavanti – quello che i due coraggiosi cuochi combinano quotidianamente.

Immagine: Pellegrini di Artusi


ENGLISH

What a great blog!
Totally in “Julie and Julia” style (if you haven’t seen the movie go out there and get it!!!), it’s cooked, written (in Italian) and photographed by “a stylist-trend researcher and a movie maker/painter who are plannign to reproduce all of the Pellegrino Artusi recipes in one year (August 1st, 2010- July 31st, 2011)“.

What a huge commitment! But we’re sure it gives them a lot of culinary – and not only – satisfaction, especially when trying the end results of their cooking efforts.
A big GOOD LUCK! to them! The Cime di Rapa team is following their culinary adventures and read – slightly drooling – what these two brave cooks do every day. :)

Image from: Pellegrini di Artusi

 

Buongiorno mondo! / Good morning world!

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Iniziamo l’avventura con Cime di rapa, il nostro blog in cui parleremo di cibo, vino e ospitalità.

Chi siamo? Valentina e Nicoletta, amiche da sempre, cresciute a Bari (di qui il nome Cime di rapa) e unite da una grande passione per le tradizioni culinarie ed enologiche di tutto il mondo.

ENGLISH
Let’s start this adventure with Cime di rapa, our blog in which we’ll talk about Food, Wine and Hospitality.

Who are we? Valentina and Nicoletta, friends from the very beginning, raised in Bari, Puglia (Italy) and united by a great passion for the culinary and wine tradition from the whole world.