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Riso integrale con cardi mariani e sponsali/ Brown rice with milk thistle and leeks

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Sybillum marianum (da Wikipedia)

Il cardo mariano è conosciuto in farmacologia per le sue proprietà antinfiammatorie ed è un toccasana per depurare il fegato…
MA…Nella mia cucina è conosciuto per ben altre proprietà! :-)
E’ buonissimo fritto,è  buonissimo in brodo, ma io ho voluto dargli una terza chance..

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E allora ho inventato questa ricetta:

Riso integrale con cardi mariani e sponsali

Ingredienti per 4 persone:
Riso integrale: 250 gr
Cardi mariani:  500 gr più o meno ( pesati già puliti..)
Sponsali: 3
Latte intero: 1 bicchiere
Pecorino grattugiato
Pepe qb
Sale qb
olio evo

Non saprei da dove iniziare a spiegarvi come pulire i cardi mariani, ma un metodo efficace secondo me è quello di paragonare il cardo al sedano.. Pulitelo come se fosse un sedano. Un metodo ancora più efficace sarebbe quello di averli già belli e puliti (grazie Marina!).. ;-)
Comunque, i gambi puliti e qualche foglia, se la gradite, vanno lessati in acqua bollente salata fino a quando si inteneriscono. Una volta raffreddati affettateli a striscioline.
Togliete le parti verdi dagli sponsali *,e anche le parti più esterne, tagliateli a striscioline.
Nel frattempo lessate il riso integrale in abbondante acqua bollente salata.
In una padella mettere a rosolare gli sponsali con olio evo. Verso la fine, quando sono ben appassiti, aggiungete i cardi e continuate la cottura per far amalgamare i sapori.. Aggiungete il bicchiere di latte, aggiustate di sale se è necessario.
Infine versate in padella il riso dopo averlo ben scolato al dente e amalgamate per bene , sempre in padella.
Una spolverata di pepe e di pecorino (possibilmente non troppo stagionato) ed è tutto pronto!

* Gli sponsali sono delle cipolle fresche, lunghe, simili ai porri nell’aspetto, ma di sapore più dolce e delicato. Nella cucina pugliese e lucana sono molto usati per preparazioni tradizionali come ad esempio il calzone di cipolla.

riso integrale e cardi mariani

ENGLISH

Milk thistle is known in pharmacology for its anti-inflammatory and purifying properties…BUT …
In my kitchen it is well-known for other properties! :-)
For example fried milk thistle,  milk thistle soup and so forth, but I used it in yet another way..

Brown rice with milk thistle and  leeks

Ingredients (serves 4)
Brown rice: 350 gr
Milk thistles: 500 grams more or less (weight them already clean..)
Sponsali* or small leeks: 3
Whole milk: 1 cup
Grated pecorino cheese
Pepper
Salt
Extra virgin olive oil

cardi

I can’t explain well how to clean  milk thistles, so try to compare them to celery  and  just clean them  as if they were celery, stripping them from the hard, thread-like  parts. Of course it would be better to get them already cleaned by someone else.. (thanks Marina!)  ;-)
However, boil  the cleaned stems and some of the leaves (if you like) in salted water until they’re tender. Leave them to cool off then slice them into thin strips.
Remove the green parts from the  leeks, then remove the outer parts, and slice the leeks into strips.
Meanwhile boil the rice in salted water.
Brown the  leeks in a frying pan  with olive oil, then  add the milk thistles and cook for 5 minutes to blend the flavours . Add a glass of milk and mix. Add salt at the end.
Finally pour the well drained rice in the pan and mix.
A dusting of pepper and pecorino cheese , and .. it’s ready to go!

* For this recipe I used a particular kind of onion, called “sponsale”. It looks like leek, but it’s sweeter, and it grows here in Apulia and in Basilicata too. We use it for traditional dishes such as “calzone di cipolla” (pizza filled with onions)… Don’t worry:  leeks will do! :-)

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Videoricetta: spadellata di riso al profumo di mare

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Era un bel po’ che non si spadellava qui sul blog, e così, in un giorno qualsiasi, mi sono autosuonata la… Svegliaaaaaa!!!
Una classica videoricetta, la cosa più ovvia per noi Cimedirapa..
Un po’ meno ovvio il contenuto. Ma in un’oretta e mezza ce la si fa.
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Ok, dosi x 4 persone:
una decina di mazzancolle
una decina di scampi
una decina di pomodori ciliegini
una decina di chicchi di riso… Aahahahah! No, di riso 350 gr  (in questo caso è riso Venere)
2 gallinelle
sale grosso
olio e.v.o.
1 spicchio d”aglio
1 limone non trattato

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Le gallinelle saranno ridotte in tranci, teste e lische saranno messe a bollire in acqua e in quell’acqua, adeguatamente filtrata, sarà cotto il riso, con un pizzico di sale grosso, e scolato al dente.
In padella ci vanno i pomodorini tagliati a metà, l’olio e lo spicchio d’aglio per ca 5 minuti. Togliete l’aglio e mettete gli scampi, li sfumate con 2 dita di vino bianco e una volta cotti li togliete dalla padella. Spegnete il fuoco, toglieteli dalla padella,puliteli e teneli da parte, tenete da parte anche le teste le teste. Accendete il fuoco e schiacciate le teste in padella (guardate il video se non comprendete bene il senso di questa operazione). Poi in padella le mazzancolle, stesso procedimento degli scampi. Ora è il momento dei tranci di gallinella, metteteli a cuocere in padella. Aggiungete il riso, cuocete e lasciate insaporire per 25 min a fuoco baaaaaassisssssssiiiimo. Ora potete aggiungere gli scampi e le mazzancolle. Girate, spegnete e lasciate riposare in padella. Componete il vostro piatto senza dimenticarvi di grattarci su un po’ di scorza di limone.
Gnammete!
E… buona visione!

¡Que viva España! Seconda puntata: come si prepara la paella valenciana

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Trovo estremamente noiosa e triste la didattica pura.
In ogni circostanza la strada della vita non è una linea retta, ma  un percorso  decisamente vario, che attraversa paesaggi, che delinea curve, movimenti, salite, discese, che incontra pioggia, vento, meravigliosi tramonti, nuvole grigie, scintillanti giornate, notti stellate, buio improvviso, vallate profonde, vette maestose, mari solenni, deserti placidi, boschi profumati…
Chiunque si avvicini all’ arte di cucina, dove per arte  intendo anche 2 uova in padella, racconta di sé.
La sua creazione è sempre personale e unica. Ed ha una storia. Io racconto queste storie. Sono una cantastorie, narro di ciò che mi piace preparare, ciò che mi piace mangiare, narro delle persone a me care, condivido con loro la mia modesta esistenza e le ringrazio per darmi l’opportunità di filmare, di ascoltare, di imparare, di condividere la tavola con loro. Ogni piatto che ci piace ha una storia che si lega alla nostra vita, e ne diventa parte.

Teresa, Lucia, Mariella, Renata e la sottoscritta nel giorno della paella.

Teresa, Lucia, Mariella, Renata e la sottoscritta nel giorno della paella.

Per me una ricetta non è didattica, è un racconto, una storia, e…. perché no, talvolta una fiaba…
C’era una volta un.. RE!
Il suo nome è Dario, che di regale già ha tanto, come nome..
Chi frequenta questo blog ha imparato a conoscerlo. Dario cucina. Perché gli piace. E cucina benissimo.
l’ho visto stanco Dario, dopo aver passato tutta la mattinata in cucina per preparare la paella valenciana.
E di domenica forse anche Dario avrebbe voluto riposare, ma…  Il racconto è nel video.. Videoricetta, ma soprattutto storia.
C’era una volta un RE…

Paella Valenciana
Dosi x 10 persone

ingredienti:
olio e.v.o.
2 cipolle
6 spicchi d’aglio.
8 fusi di pollo
8 salsicce di maiale
8 fette di lonza di maiale
4 peperoni grigliati privati della buccia e dei semi
fagiolini lessi (oppure piselli e fagioli)
misto mare (seppioline, calamari, gamberi, scampi, cozze)
riso (8 tazzine da caffè)
paprika piccante (un pizzico)
zafferano (almeno 7 bustine)
brodo
vino bianco secco

Preparazione:
nella paellera olio evo, cipolle tritate e fusi di pollo. Rosolate i fusi aggiungendo vino bianco un paio di volte, giusto mezzo bicchiere per volta.
Togliete i fusi quando la carne è morbida e si stacca dall’osso. Puliteli, tenendo solo la carne a pezzetti priva della pelle. Teneteli da parte. Nel frattempo mettete in paellera la salsiccia tagliata a pezzetti e la carne tagliata a pezzetti. Stesso procedimento dei fusi. Unite di nuovo i pezzi di pollo. Aggiungete i peperoni sfilettati, lasciate cuocere con la carne fino a quando i peperoni non si saranno praticamente sciolti, ne rimarrà giusto qualche traccia. Unite i fagiolini lessi secondo gradimento, Dario ne mette una ciotola. Cuocete per una quindicina di minuti. Togliete poi tutto dalla paellera, lasciando solo il fondo. Mettete in paellera l’aglio e un filo di olio evo.
Aggiungete gli scampi, cuocere per qualche minuto, poi il resto del misto mare..
Cuocete ancora. Completata la cottura togliete il misto mare dalla paellera, ed è la volta del riso. Versatelo e tostatelo col fondo di cottura e un po’ di vino, che sfumerà.. Aggiungete i primi 2 mestoli di brodo di carne o vegetale, filtratissimo, nel quale avrete diluito lo zafferano. Quando il riso avrà assorbito i primi 2 mestoli, versate in paellera la carne, girate col riso, versate il pesce, amalgamate bene il tutto e continuate con i mestoli di brodo, rimescolando continuamente la paella. Controllate la cottura del riso, che non sia troppo cotto! Rimane un po’ “lento” con gli ultimi 2 mestoli di brodo. A questo punto dovete passare la paella nel forno perché si formi sulla superficie una leggera doratura e crosticina.
Che buona, mamma mia!
Il video è un po’ lungo considerando che il procedimento comprende diverse fasi, ma è davvero efficace.
BUONA VISIONE!